Fino al 21 gennaio 2018, il Santa Maria della Scala di Siena ospita una mostra unica su un artista che brillò per fama e ingegno nel Trecento, ma che ai giorni nostri è stato dimenticato da molti: Ambrogio Lorenzetti. L’esposizione, promossa e finanziata dal Comune di Siena, rientra nel  progetto Dentro il restauro, promosso dal MiBACT e mirato a riscoprire l’attività dell’artista, nonché a conservarne le opere e a favorirne l’avvicinamento da parte del pubblico. Grazie a questo progetto sono state indagate e restaurate molte opere dell’artista, come il ciclo di affreschi di San Galgano a Montesiepi, o il polittico della chiesa di San Pietro in Castelvecchio a Siena. I restauri hanno portato poi all’apertura di due cantieri. Il primo, nella chiesa di San Francesco, ha voluto recuperare gli affreschi della sala capitolare dei frati francescani senesi; il secondo, nel capitolo della chiesa di Sant’Agostino, ha ridato luce al ciclo di storie di Santa Caterina. Tali cicli sono esposti alla grande mostra su Lorenzetti, permettendo agli spettatori di assistere  alla prima rappresentazione di una “tempesta” nella storia della pittura occidentale, ricordata  dal Ghiberti per la “grandine folta in su e’palvesi”. 

Ma chi fu Ambrogio Lorenzetti? Di lui, tutti ricordano gli affreschi delle Allegorie e degli Effetti del Buono e del Cattivo Governo all’interno del Palazzo Pubblico di Siena. La resa topografica della città, dettagliata sia nel paesaggio urbano che in quello campestre e legata strettamente alla presenza dell’uomo, ha lasciato il segno nei secoli, ma non è certo l’unica opera degna di nota dell’artista.
La mostra prova a ricostruire, quasi interamente, la straordinaria attività di Ambrogio Lorenzetti, senese di nascita e diviso nel lavoro fra Firenze e Siena, città che gli permisero di combinare lo stile plastico e naturalista di Giotto con l’eleganza raffinata di Simone Martini e del fratello Pietro.
Le opere presenti all’esposizione, per il settanta per cento già stabilmente a Siena, provengono anche dal Louvre, dalla National Gallery di Londra, dagli Uffizi, dai Musei Vaticani, dallo StädelMuseum di Francoforte e dalla Yale University Art Gallery, e permettono di ricostruire le varie tappe stilistiche della vita artistica di Lorenzetti.

Innovatore dello stile e dell’iconografia del suo tempo, oltre che grande intellettuale, Lorenzetti sviluppò un linguaggio colto e raffinato, riuscendo a creare figure monumentali ma dai tratti estremamente aggraziati, e passando da un movimentato utilizzo della linea per la resa dei volumi a una più tarda padronanza dell’utilizzo del chiaroscuro.
Fra le sue ultime opere, risalenti al 1343, sono gli affreschi della cappella di Montesiepi nell’abbazia di S. Galgano, su tre lunettoni; quello centrale, con la Vergine in maestà con ai piedi Eva e le personificazioni della Carità temporale e spirituale, mostra il gusto per la decorazione fine e preziosa, l’attenzione al dettaglio, la predilezione per i colori caldi come il rosso di Siena e la padronanza del chiaroscuro che, nonostante i danni del tempo, è ancora visibile sulle vesti dei personaggi.

Lo spettatore si troverà quindi in un percorso che va dalle opere giovanili, il cui stile subisce l’influenza del fratello maggiore Pietro e si ispira al patriarca della pittura senese Simone Martini, fino alle mirabili opere degli anni venti, caratterizzate da uno stile nuovo e tutto personale; sono poi esposti i dipinti realizzati a Firenze intorno al 1332, per arrivare infine alle opere degli avanzati anni trenta e quaranta, quando Ambrogio s’impose come il più affermato pittore di Siena, monopolizzando l’intera committenza del governo dei Nove e assumendo il ruolo di ‘pittore civico’.

Dettagli

Didascalie immagini

  1. Ambrogio Lorenzetti, Madonna che allatta il Bambino,1325 circa, tempera e oro su tavola, 96 x 49,1 cm. dalla chiesa dell’eremo di San Salvatore a Lecceto (Siena), Siena, Museo Diocesano
  2. Ambrogio Lorenzetti, Professione pubblica di San Ludovico di Tolosa (particolare), 1334-1340. Affresco staccato. Siena, Basilica di San Francesco
  3. Ambrogio Lorenzetti, Maria Regina in trono con angeli, santi, la Misericordia, la Carità ed Eva, 1334-1336. Affresco strappato e applicato su supporto di poliestere e fibra di vetro, 301m x 441 cm; Chiusdino (Siena), chiesa di San Galgano a Montesiepi, cappella

IN COPERTINA
Ambrogio Lorenzetti, San Michele arcangelo che sconfigge il drago, San Bartolomeo, San Benedetto, Madonna col Bambino, San Giovanni Evangelista, San Ludovico di Tolosa, 1337 circa. Tempera e oro su tavola. Dalla Badia a Rofeno (Asciano) e originariamente dal monastero di Monteoliveto Maggiore (Asciano). Asciano (Siena), Museo Civico Archeologico e d’Arte Sacra Palazzo Corboli
 

Dove e quando

Evento: Ambrogio Lorenzetti

Indirizzo:
[Guarda su Google Maps]

Fino al: 20180121