Perugia celebra Canova fino all’8 gennaio 2023 al Museo dell’Accademia di Belle Arti e Palazzo Baldeschi al Corso prorogano la mostra “Al tempo di Canova. Un itinerario umbro”, grazie al grande successo di pubblico. Organizzata dall’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” e dalla Fondazione Perugia in occasione del bicentenario canoviano, è curata da Stefania Petrillo, docente dell’Università di Perugia. Per l’Accademia di Belle Arti la parte organizzativa è stata coordinata da Giovanni Manuali, per la Fondazione Perugia da Maria Cristina De Angelis.

Incentrata sul nucleo dei gessi canoviani conservati al MUSA, museo dell’Accademia di Perugia – tra i quali Le tre Grazie, donate da Antonio Canova nel 1822 – valorizza il contesto artistico e culturale entro cui queste opere si inserirono, raccontando un’Umbria inscritta in più ampie dinamiche e in una vivace rete di relazioni.

«Formano catena e collezione», spiegava lo scultore a Napoleone nel 1810 per dissuaderlo dal sottrarre altri capolavori all’Italia, sottolineando l’importanza del legame che si stabilisce tra le opere e i luoghi “originari”. Questa l’idea-guida della esposizione che evidenzia quanto orbitava, tra Sette e Ottocento, intorno ai “Canova umbri”: un tessuto connettivo vitalizzato da un incessante scambio con l’“Università delle arti” che è Roma e da una circolazione delle idee e del gusto che inserisce la regione in una più vasta comunità delle arti, delle lettere, del pensiero.

Gloria e mito di un’epoca che al culto dell’Antico unì la passione per le sue sublimi invenzioni, Canova, il “classico moderno”, fu acclamato da pontefici, sovrani, accademie e collezionisti di tutta Europa. Nel portentoso raggio della sua attività e della sua influenza, lo scultore, che in Umbria fu proprietario di un palazzo a San Gemini con vasti possedimenti, stabilì non effimere relazioni anche con molti esponenti del ceto dirigente locale, intellettuali, alti prelati, collezionisti, in una comune visione dell’arte come fattore di educazione ai valori estetici e civili più alti.

Concepita come un viaggio nel tempo, con oltre cento opere che raccontano “le arti sorelle” fiorite in un’epoca che, pur tra i grandi sconvolgimenti della Storia, o forse proprio per questo, coltivò il Bello: scultura, architettura, pittura, anche nell’Umbria pontificia e napoleonica furono partecipi di quella «felice rivoluzione delle arti» che ebbe in Canova il protagonista assoluto.

L’itinerario espositivo – reale e ideale – ha piccole e grandi “stazioni di posta” intorno ad opere e protagonisti di una stagione culminata nel legame particolarmente influente che Canova ebbe tra il 1812 e il 1822 con l’Accademia di Belle Arti di Perugia, di cui orientò le scelte, appoggiando la nomina di direttori quali Carlo Labruzzi, Tommaso Minardi, Giovanni Sanguinetti.

Sette sono le sezioni tematiche: L’Umbria pontificiaLa stagione napoleonicaIl paesaggio, Canova e l’Accademia di Belle Arti di Perugia«Un’altra linea di bello»: verso il PurismoLe incisioni, L’eredità di Canova per un’occasione di confronto fra opere dove, la vera sorpresa, arriva però da una delle opere lasciate in eredità all’Accademia dal fratellastro di Canova, Giovanni Battista Sartori; la colossale testa del cavallo, modello del monumento equestre a Ferdinando I di Borbone, tra le ultime opere del grande scultore, “riscoperta” in questa occasione, è esposta a palazzo Baldeschi in un inedito confronto con la testa del cavallo del Marco Aurelio, il calco fatto eseguire e preso a modello da Canova (oggi a Ravenna).
La rassegna è corredata di un corposo catalogo pubblicato da “Aba Press”, la cui realizzazione è stata curata da Fabrizio Fabbri Editore.

Dettagli

Didascalie immagini

  1. Antonio Canova
    Le tre Grazie
    Perugia, Fondazione Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci”
  2. Antonio Canova
    La Danza dei figli di Alcinoo, 1790-1792
    Perugia, Fondazione Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci”
  3. Scultore attivo a Carrara per la Banca Elisiana
    Ritratto di Letizia Ramolino Bonaparte
    (da Antonio Canova), 1808-1811
    Collezione privata
  4. Stefano Tofanelli
    Martirio di san Secondo, 1796
    Gubbio, chiesa di San Secondo
  5. Antonio Bini (?)
    L’interno della chiesa di San Pietro Perugia, 1820-1821
    Foligno, Galleria Bompadre
  6. Giovanni Sanguinetti
    Le Dame romane portano all’Erario le gioje e l’oro per voto di religione e per amore della patria, 1821-22
    Milano, Galleria Walter Padovani

In copertina un particolare di
Antonio Canova
Le tre Grazie

Dove e quando

Evento:

Indirizzo: Due sedi: Museo dell’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” e Palazzo Baldeschi al Corso - Perugia
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Fino al: 08 Gennaio, 2023