Al Museo De Lakenhal a Leida, cittadina natale di Rembrandt nell’Olanda Meridionale, è in corso una mostra che indaga il mistero ancora insoluto dell’identità del Maestro IS, artista straordinario che ha lasciato capolavori incredibili, ospitati oggi nelle istituzioni museali più prestigiose d’Europa e non solo.

Sotto il titolo Masterly Mystery: Rembrandt’s Enigmatic Contemporary [Mistero Magistrale: enigmatico contemporaneo di Rembrandt] fino a domenica 8 marzo sono esposte sedici tele riunite tutte insieme, per la prima volta, di questo artista sconosciuto, grazie a prestiti del Museo Nazionale di Stoccolma, del Kunsthistorisches Museum di Vienna e del Museum of Fine Arts di Montreal, oltre a opere provenienti da collezioni private che, a chiusura dell’esposizione, torneranno invisibili in residenze riservate.

Janneke van Asperen, curatrice della mostra, già durante l’anteprima stampa ha presentato i risultati di un’ampia ricerca, scaturita da un bando di concorso internazionale per il restauro, che ha portato al rintracciamento e alla scoperta di tre nuove opere attribuite all’ignoto Maestro: il Ritratto di una Vecchia di tre quarti, un Uomo con un occhio cieco e un San Girolamo nel suo studio, tutti e tre esposti al pubblico per la prima volta; il primo proveniente da Vienna e gli altri due da collezioni private.

Ritratti di magnifico realismo, perfino impietosi nel testimoniare imperfezioni e presenza di escrescenze tumorali, realizzati con una rappresentazione estremamente toccante delle emozioni; malinconia, dolore, tranquillità… sentimenti dipinti in maniera ineguagliabile da questo grande artista, capace di dosare la luce in modo magistrale, la cui identità ancora oggi rimane sepolta nel tempo. Uno specialista soprattutto di quel genere pittorico olandese definito tronie, [facce] che pone al centro come soggetto volti ed espressioni in primo piano.

Frutto della collaborazione del Museo De Lakenhal con i Musei Serlachius in Finlandia, l’esposizione è risultato di una ricerca internazionale portata avanti dai curatori delle due istituzioni – rispettivamente Janneke van Asperen e Tomi Moisio – in collaborazione con esperti esterni: Volker Manuth e Marieke de Wikel dell’Università di Radboud a Nimega con David de Witt della Casa Museo di Rembrandt ad Amsterdam. I risultati dello studio hanno prodotto un prezioso volume che accompagna la mostra.

Questa è in assoluto la prima volta che all’anonimo Maestro IS – con queste due lettere maiuscole era solito firmare le sue tele – viene dedicato uno studio tanto articolato, che pur non potendo far luce sulla sua identità, ha però stabilito dei parametri geografici e temporali entro cui l’artista ha operato. Date le somiglianze con i maestri di Leida, attivi a inizio XVII secolo, è probabile fosse anche lui della città, ma visti però cappelli e abbigliamento dei soggetti ritratti, ha avuto certo legami con la Scandinavia.

“Leida era una città d’arte internazionale nel diciassettesimo secolo, collegata a rotte commerciali e reti intellettuali” afferma Janneke van Asperen, che è anche curatrice delle opere degli altri maestri esposti al Museo De Lakenhal, quindi specializzata sull’argomento. “La storia del Maestro IS mostra come artisti e arte si muovessero oltre i confini e come la scuola pittorica di Leida fosse parte di un più ampio scambio internazionale” dato che queste pittore ha operato certamente anche in Scandinavia e nei Balcani.

La bellezza delle opere del Maestro IS, comparata in mostra con i suoi contemporanei fra cui Rembrandt, è giunta immortale fino a noi e non conoscere niente della sua vita terrena forse aggiunge mistico mistero alla sua arte, che ha più a che fare col mondo spirituale che con la triviale materialità di questo mondo. …e poi, l’ossessione per l’individualità è questione moderna, basti pensare ai tanti artisti di icone russi che, nel realizzare immagini che erano pura preghiera, mortificavano il proprio ego non lasciando tracce sulle tavole e sulle tele dipinte per dare risalto alla propria identità terrena.

“Uno dei più grandi misteri della pittura olandese del XVII secolo!“
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