Da sabato prossimo, al Museo Archeologico Regionale di Aosta, apre al pubblico Impressionismo tedesco. Liebermann, Slevogt, Corinth dal Landesmuseum di Hannover. Un progetto espositivo inedito, proposto per la prima volta in Italia, frutto della collaborazione istituzionale tra la Struttura Attività espositive e promozione identità culturale della Soprintendenza per i beni e le attività culturali della Valle d’Aosta e il museo della Bassa Sassonia che vanta una delle collezioni di arte tedesca dell’Ottocento e del Novecento tra le più celebri al mondo.
La mostra – curata da Thomas Andratschke, responsabile della sezione “Nuovi maestri” del Landesmuseum, e da Daria Jorioz, storica dell’arte e dirigente della Regione autonoma Valle d’Aosta – si pone come obiettivo il racconto dell’evoluzione dell’Impressionismo tedesco scegliendo una ragionata selezione di dipinti, opere grafiche e sculture arrivate dalla Germania e, per la maggior parte, mai esposte al di fuori dello stato.

Sull’evoluzione del più noto e amato movimento artistico del secondo Ottocento buona parte della critica d’arte novecentesca ha delineato un’immagine monoliticamente francese invece, l’esposizione dell’Archeologico di Aosta, offre un valido contributo alla conoscenza della stagione impressionista in un ambito specifico, quello della Germania, poco noto al pubblico italiano. Il progetto espositivo permette al pubblico di accostarsi ai capolavori di tre grandi maestri, Max Liebermann, Max Slevogt e Lovis Corinth, contestualizzando la loro parabola artistica in un percorso solidamente strutturato criticamente e cronologicamente che, partendo dai pionieri della pittura paesaggistica ottocentesca tedesca si estende fino al 1930 con la presenza in mostra di una selezione di opere realizzate dagli altri esponenti del movimento impressionista tedesco e attivi fino a quel periodo.

Un’occasione unica di indagine, studio e valorizzazione, tenuto conto di come gli Impressionisti tedeschi abbiano spesso ritratto la natura e i paesaggi italiani pertanto, iniziando dal rapporto con l’Impressionismo francese, la mostra si sviluppa in ordine cronologico su tre aree tematiche: la prima sezione accoglie i pionieri della pittura paesaggistica tedesca fino al 1890, la seconda propone i capolavori dei tre più celebri Impressionisti tedeschi, mentre la terza presenta i loro successori.

Con colori lucenti e passaggi di pennello leggeri e frammentati, l’impressionismo francese si oppone al cupo formalismo della pittura accademia ottocentesca, in Germania le origini del movimento sono individuabili nella pittura realistica di paesaggio, la “realistische Freilichtmalerei”, che contrasta il gusto conservatore dominante all’interno del regno tedesco dell’imperatore Guglielmo di Prussia (“Kaiser Wilhelm”).

Già a partire dal 1820 molti artisti abbandonano il chiuso dei loro atelier per dipingere la realtà en plein air, a stretto contatto con la natura. La prima sezione della mostra analizza la tradizione realistica della pittura di paesaggio in Germania tra il 1828 e il 1890, presentando opere dei pionieri dell’Impressionismo tedesco, quali Carl Blechen, Franz Lenbach e Hans Thoma.

Dal 1901 nell’ambito della Secessione di Berlino, Liebermann, Slevogt, Corinth sfidano la corrente accademica dominante e, nella veste di “pittori incisori”, seguendo l’esempio dei francesi “Peintre-Graveurs”, diventano i maggiori rappresentanti dell’Impressionismo in Germania. Questo passaggio epocale viene presentato con un nucleo di opere convintamente impressioniste in un arco temporale che giunge al definitivo declino con la fine della Repubblica di Weimar e la nascita del movimento artistico della “Nuova Oggettività” (“Neue Sachlichkeit”).
Infatti, alla fine del Diciannovesimo secolo, artisti specializzati nella pittura di paesaggio di tutta Europa si trasferiscono in campagna fuori dai centri urbani e, nello stabilirsi in luoghi ritenuti “pittoreschi”, creano vere e proprie colonie di artisti che, fino allo scoppio della Grande Guerra, sono presenti in tutta l’area della Mitteleuropa. Tra le più famose le colonie di Barbizon in Francia, quella di Skagen in Danimarca e di Worpswede nella Bassa Sassonia.

Tra i fondatori della colonia tedesca di Worpswede, compaiono i nomi di Otto Modersohn e Hans am Ende. Accanto a questi pittori, nella terza sezione della mostra vengono presentate le opere di altri artisti significativi, tra cui l’Impressionista bavarese Max Feldbauer, Henrich von Zügel da Monaco di Baviera, Philipp Klein di Mannheim e lo scultore August Gaul.
La mostra è accompagnata da un catalogo bilingue italiano-francese edito da Silvana, riccamente illustrato, contenente i testi critici di Thomas Andratschke e Daria Jorioz. La Curatrice, fra l’altro scrive: «In questo mio breve intervento desidero offrire due suggestioni – senza alcuna pretesa di esaustività e piuttosto con un intento di sintesi – che delineano ulteriori chiavi di lettura per accostarsi al percorso espositivo: da un lato vorrei cogliere l’occasione per tracciare attraverso rapidi accenni l’inclinazione impressionista nella pittura italiana nel secondo Ottocento, dall’altro vorrei fornire qualche indizio sul ruolo dell’Italia quale fonte d’ispirazione per gli impressionisti tedeschi.

Questi ultimi artisti, sulle orme dei viaggiatori stranieri del mitico Grand Tour, frequentarono il nostro Paese, lo amarono e lo apprezzarono al punto da rappresentarlo diffusamente nelle loro opere. Ancora una volta mi trovo a considerare quanto la storia dell’arte si nutra di fili sottili e impalpabili, tessa relazioni, riveli affinità elettive a volte insospettate, quanto l’arte in fondo “non sia mai da sola, ma sempre in relazione”, come diceva Roberto Longhi e quanto dunque, continuando ad affascinarci, ci aiuti a interpretare e a comprendere il mondo
.»

Didascalie immagini
Hannover, Niedersächsisches Landesmuseum  

  1. Max Slevogt
    Il pittore a Capri, 1889
    Olio su cartone, cm. 34,5 x 22
  2. Lovis CorinthMucche al pascolo, 1903
    Olio su cartone, cm. 67,5 x 99,42
  3. Philipp Klein
    Sulla spiaggia di Viareggio, 1906
    Olio su tela, cm. 44,5 x 53,3
  4. Lovis Corinth
    Autoritratto, 1909
    Acquaforte, cm. 48,5 x 33,8
  5. Leonhard Sandrock
    Piroscafo nel cantiere navale, 1911
    Olio su tela, cm. 111,8 x 145 
  6. Georg Greve-Lindau
    Via Senese (vista dal giardino di Villa Romana vicino
    Firenze)
    , 1912-13
    Olio su tela, cm. 58,5 x 76,5
  7. Max Liebermann
    Biergarten, 1915 ca.
    Olio su tela, cm. 40 x 50
     

In copertina un particolare di
Max Liebermann
Biergarten, 1915 ca.

Orario di apertura:
tutti i giorni, dalle 9.00 alle 19.00.

Per garantire la sicurezza sanitaria, si richiede che i visitatori indossino le mascherine.
Il personale di sorveglianza indirizzerà il flusso del pubblico e gli utenti fruiranno di entrate/uscite differenziate.
Nelle sale espositive sarà fatta rispettare la distanza minima di oltre un metro e l’afflusso sarà regolamentato in modo da evitare assembramenti.

Dove e quando

Evento: Museo Archeologico Regionale – Piazza Roncas, 12 – Aosta
  • Date : 11 July, 2020 – 25 October, 2020