A Vercelli, ottocento anni fa, veniva posata la prima pietra di uno dei primissimi esempi di gotico in Italia: l’Abbazia di Sant’Andrea diventata nei secoli l’emblema della città.
Per ricordare l’importante anniversario, è arrivata per la prima volta in Italia della Cattedrale di Hereford nel Regno Unito, la “Magna Charta Libertatum”, documento conosciuto nel mondo come icona della democrazia, che è il cuore della mostraLa Magna Carta Guala Bicchieri e il suo lascito. L’Europa a Vercelli nel Duecento” curata da Daniele De Luca e Saverio Lomartire.

Cosa ha a che fare la Magna Carta inglese con Vercelli è una domanda a cui molti non addetti ai lavori avranno qualche difficoltà a rispondere. La chiave che apre il mistero sta nella figura del Cardinale Guala Bicchieri, legato pontificio nel XIII secolo presso la corte inglese, uomo fra i più eminenti della storia vercellese che, il 19 febbraio 1219, diede avvio alla costruzione dell’Abbazia.
Approfondendone la storia si scopre che, grazie all’abilità e al suo acume diplomatico, il Cardinale contribuì a salvare la monarchia inglese e a modificare le sorti della storia europea.
La Magna Charta Libertatum è il documento scritto in latino che il re d’Inghilterra Giovanni Senzaterra fu costretto a concedere ai baroni del Regno, suoi diretti feudatari, il 15 giugno 1215.

La Magna Charta Libertatum è il documento scritto in latino che il re d’Inghilterra Giovanni Senzaterra fu costretto a concedere ai baroni del Regno, suoi diretti feudatari, il 15 giugno 1215.
Per la prima volta nella storia un documento di natura giuridica elenca i diritti fondamentali del popolo, anche se di una sola parte, e riconosce che nessuno, sovrano compreso, è al di sopra della legge e che chiunque ha diritto ad un processo equo. Per queste ragioni la Magna Charta viene ancora oggi ritenuta da molti studiosi il primo documento fondamentale per il riconoscimento universale dei diritti del popolo, nonostante fosse inscritta nel quadro di una giurisprudenza di tipo feudale.

Nella sua qualità di tutore del giovane re inglese Enrico III, Guala Bicchieri fece da “supervisore” alle revisioni del documento ponendo il proprio sigillo sia nella versione del 1216, sia nella successiva del 1217 (in mostra). Re Enrico III, in cambio del sostegno ricevuto, donò al Cardinale l’abbazia di Saint Andrew di Chesterton, a nord di Cambridge. Di ritorno a Vercelli, il Cardinale impiegò le rendite per finanziare l’edificazione dell’abbazia di Sant’Andrea.

Nell’ambito delle iniziative per le celebrazioni dell’ottavo  centenario dell’Abbazia, la mostra “La Magna Carta Guala Bicchieri e il suo lascito” non è solo il racconto di una storia di connessioni fra città e paesi diversi del Medioevo, ma il suo scenografico allestimento – nello spazio espositivo Arca dell’ex chiesa di San Marco – svela tutte le caratteristiche dei legami con Vercelli.

Accanto al documento originale della Magna Carta la mostra accoglie opere di eccezionale valore storico-artistico, che raccontano la sensibilità e il gusto del Cardinale: dal prezioso cofano da cui guizzano preziose figure e animali fantastici incisi o traforati nel rame dorato con grande maestria, ricchi di particolari naturalistici, agli smalti di Limoges con i loro raffinatissimi blu e oro che arrivano direttamente da Palazzo Madama – Museo Civico d’Arte Antica di Torino. E ancora un coltello eucaristico proveniente dalle Civiche Raccolte di Arte Applicata del Castello Sforzesco di Milano.

Completano il percorso espositivo, due ritratti del XVII e del XIX secolo, del Cardinale Guala Bicchieri, e un nucleo di documenti inediti: codici, carte e pergamene della Biblioteca diocesana Agnesiana di Vercelli, oltre a una pergamena e a uno dei due codici detti “dei Biscioni” della Biblioteca Civica di Vercelli. Un‘occasione straordinaria per riscoprire il patrimonio cittadino: dall’archivio fotografico del Museo Francesco Borgogna, all’esposizione delle opere del Museo Camillo Leone e del Museo del Tesoro del Duomo per arrivare ai documenti dell’Archivio di Stato, restituendo così al visitatore la complessità e la ricchezza della storia della città piemontese.

Didascalie immagini

  1. Ritratto a mezzo busto del cardinale Guala Bicchieri
    Attribuito a Pietro Narducci (Milano 1793-Vercelli 1880)
    Metà del XIX secolo (1847 ca.), Vercelli, Ospedale Sant’Andrea, Grandi Infermerie
    Olio su tela in cornice in legno intagliato e dorato
    cm 32 x 102 x 5 (con cornice)
    Ospedale Sant’Andrea, Aula Magna, Vercelli
  2. Magna Charta, redazione del 1217
    Prestito concesso dal Capitolo della Cattedrale di Hereford, Regno Unito
  3. Medaglione con figura maschile che combatte contro un drago
    Limoges, 1220-1225 circa
    Rame traforato, sbalzato, inciso e dorato
    Smalto champlevé
    Torino, Palazzo Madama – Museo Civico d’Arte Antica
  4. Medaglione su Cofano di Guala Bicchieri
    Serie di nove medaglioni con animali e creature fantastiche
    Limoges, 1220-1225 circa
    Rame traforato, sbalzato, inciso e dorato, smaltochamplevé
    Torino, Palazzo Madama – Museo Civico d’Arte Antica
  5. Cofano di Guala Bicchieri
    Limoges, 1220-1225 circa
    Rame traforato, sbalzato, cesellato, stampato, inciso e dorato, smalto champlevé, paste vitree, legno di noce verniciato, tela di canapa grigia.
    Torino, Palazzo Madama – Museo Civico d’Arte Antica
  6. Ulteriore Medaglione su Cofano di Guala Bicchieri
    serie di nove medaglioni con animali e creature fantastiche
    Limoges, 1220-1225 circa
    Rame traforato, sbalzato, inciso e dorato, smaltochamplevé
    Torino, Palazzo Madama – Museo Civico d’Arte Antica

IN COPERTINA
un particolare del Cofano di Guala Bicchieri
Limoges, 1220-1225 circa

Il catalogo della mostra, a cura di Saverio Lomartire professore di Storia dell’arte medievale (Università del Piemonte Orientale, Dipartimento di Studi umanistici) riunisce in un’unica pubblicazione tutte le opere presenti nelle diverse esposizioni.

 

Orario 
Martedì-domenica: 10.00-19.00

Dove e quando

Evento: Arca, ex chiesa di San Marco, piazza San Marco, 1 – Vercelli
  • Fino al: – 09 June, 2019