Per riprendere a pieno ritmo dopo la pausa forzata causa pandemia, la Fondazione Ragghianti di Lucca sceglie il tema della città e attraverso gli innumerevoli pezzi della collezione dell’architetto Italo Rota e, fino al 24 ottobre, ospita la mostra Pianeta città. Arti cinema musica design nella Collezione Rota 1900-2021.
Dalla nascita della città contemporanea dell’inizio del Novecento fino alla più attuale visione di metropoli, un racconto sulla visione della città, la sua rappresentazione nelle arti e nel cinema e l’evoluzione dell’oggetto libro.

In mostra oltre cinquecento pezzi, diversi e vari tra tecniche e dimensioni. Dai libri alle opere d’arte, dai manifesti al cinema, dalle copertine dei dischi ai prodotti di design, dalle riviste ai fumetti, grazie alla collezione di Italo Rota – tra i più noti progettisti del nostro tempo – che riempie una importante esposizione in grado di creare percorsi che partono dalle radici della contemporaneità.

Da una parte lo sviluppo dell’idea di città come quella immaginata da Antonio Sant’Elia negli anni Dieci fino all’architettura attuale della megalopoli; dall’altra il cambiamento e le evoluzioni contemporanee, il mutamento del nostro modo di pensare (oggi ipertestuale e intertestuale) con la permanenza del libro, sempre  attuale e vivo nella sua dialettica tra la carta stampata e il digitale.

La mostra – afferma Aldo Colonetti, ideatore del concept di mostra assieme a Paolo Bolpagni – è un viaggio dentro le cose, sospeso tra testimonianze alte, i documenti originali delle grandi utopie del Novecento, dal Bauhaus alla controcultura californiana degli anni Sessanta da un lato e la cronaca dall’altro lato, che viene dal basso: manifesti, oggetti comuni, il tutto intrepretato e messo in scena attraverso il modello epistemologico di Aby Warburg, dove la storia dell’arte è intesa in quanto comparazione antropologica.”

Dieci le sezioni che presentano al proprio interno diversi macro-temi: il Primo Novecento con l’alba della contemporaneità, dove troviamo libri e manuali sulle prime automobili e i motori a scoppio, le automobili-giocattolo di E.P. Lehmann e tra le tante opere il “Manifesto futurista” di Antonio Sant’Elia.

Poi l’utopia delle avanguardie e la città nuova. “Il Bauhaus”, con xilografie e libri di Walter Gropius e Lyonel Feininger sul noto movimento architettonico degli anni Venti del Novecento e volumi illustrati dai pittori Vasilij Kandinskij, Piet Mondrian, Kazimir Malevič e Theo van Doesburg, le banconote in tessuto di Herbert Bayer, gli scacchi di Joseph Hartwig, le carte da parati secondo gli stilemi Bauhaus. “Metropolis”, con manifesti e il celebre film di Fritz Lang del 1927.

La grafica delle avanguardie storiche”, con un approfondimento su quella sovietica degli anni Venti e Trenta, in particolare su El Lissitzky e Alexandr Rodčenko e testi poetici di Vladimir Majakovskij. “Il flâneur a spasso per la città d’anteguerra”, con volumi di grandi intellettuali dell’epoca come Louis Aragon, Walter Benjamin, Bertold Brecht, Robert Musil, August Sander, Upton Sinclair.

La terza sezione poi dedicata invece all’orrore del nazismo. “L’affermarsi dell’immaginario visivo antisemita nella Germania degli anni Venti / L’arte degenerata / Leni Riefenstahl e l’immaginario pop dei nazisti”.
Litografie, stampe, banconote, manifesti e cartoline dei giochi olimpici di Berlino del 1936, un repertorio dell’orrore collezionato da Rota con l’intento di non dimenticare l’esperienza malefica della disumanizzazione nazista.
Si passa poi ai maestri dell’architettura con litografie e libri di Frank Lloyd Wright e Richard Buckminster Fuller e rari volumi in prima edizione di Le Corbusier, realizzati tra il 1923 e il 1966.

Nella quinta sezione arrivano la visioni fantascientifiche. “I primi robot”, con libri di Isaac Asimov, Karel Čapek, Ruggero Vasari e robot-giocattolo del periodo 1950-1960. “Wernher von Braun e l’idea della colonizzazione dello spazio negli anni Cinquanta”, con film, giocattoli, riviste e manifesti sulle prime avventure spaziali.

A seguire gli anni del boom: la Londra pop e poi beat dagli anni Cinquanta ai Sessanta e la “Summer of Love” del 1967. Manifesti e cataloghi di mostre, i ritratti psichedelici dei Beatles di Richard Avedon, i celebri dischi beatlesiani “White Album”, “Yellow Submarine” e “Stg. Pepper’s Lonely Hearts Club Band”, numeri delle riviste “OZ Magazine” e “IY Magazine”, litografie a colori sulla “Summer of Love”.

Sezione sette dedicata a tecnologia, arti, musica e città. Vinili con le prime forme di computer music, volumi sulla cibernetica e sulla controcultura e le testimonianze video ed editoriali della mitica mostra curata da Jasia Reichardt Cybernetic Serendipity, svoltasi nel 1968 all’Institute of Contemporary Arts di Londra.
Arriva poi il turno del futuro: “Archigram e l’avanguardia architettonica: una visione del futuro”.
Straordinarie stampe su carta realizzate dal gruppo di avanguardia architettonica formatosi negli anni Sessanta del Novecento, con sede presso l’Architectural Association di Londra, riviste di design e volumi come il celebre “L’architecture mobile” del 1960 di Yona Friedman e altri libri di Le Corbusier, Ico Parisi e Claes Oldenburg. “La nascita del movimento ecologista”, con i primi volumi di cultura alternativa e sostenibilità ambientale ante litteram.

In chiusura una sezione dedicata al sistema d’arredo e alle nuove prospettive: da Ellen Key a Ikea, un nuovo modo di arredare e di abitare, la rivoluzione silenziosa degli scandinavi. Con i libri che hanno cambiato il sistema d’arredo mondiale, da quelli della Key del 1908, ai libri e riviste di funzionalismo svedese degli anni Trenta, sino ai primi cataloghi Ikea degli anni Cinquanta. “La nuova grafica editoriale degli anni Novanta e Duemila”, con libri di design di Gilles Clement, Olafur Eliasson, Rem Koolhas, John Maeda, Bruce Mau e Hans Ulrich Obrist.

Insomma: per il visitatore questa mostra vuole essere un invito a riflettere sul modo in cui vivremo, una visione che si proietta sul futuro ma che non dimentica i lavori del passato, anzi, ne sottolinea l’essenzialità e i meriti.
Un’occasione per ragionare sul sistema città, sulle trasformazioni che stiamo già conoscendo e che ci attendono: una città vista come esperienza fisica, nella quale ciascuno è abitante e protagonista del cambiamento perché, come scriveva il poeta greco Alceo, “le Città sono gli Uomini”.

 

Dettagli

Didascalie immagini

  1. E.P. Lehmann
    Lila Hansom Cab, 1895 circa
    macchina giocattolo in latta litografata e dipinta a mano con meccanismo a orologeria, 22 × 13 × 14 cm
    Milano, Collezione Italo Rota
  2. Piet Mondrian
    Neue Gestaltung, 1925
    volume a stampa, quinto della collana dei Bauhausbücher, 23 × 18 cm
    Milano, Collezione Italo Rota
  3. Herbert Bayer, Walter Gropius, Ise Gropius (eds.)
    Bauhaus 1919-1928
    1938
    volume a stampa, 26,6 × 19,2 cm
    Milano, Collezione Italo Rota
  4. Ruggero Vasari
    L’angoscia delle macchine, 1925
    volume a stampa, 18 × 13 cm
    Milano, Collezione Italo Rota
  5. Richard Avedon
    [Ritratti psichedelici dei Beatles], 1967
    serie di quattro poster
    Milano, Collezione Italo Rota
  6. Vladimir Tatlin, Nikolaj Punin
    Il Monumento alla Terza Internazionale. Un progetto dell’artista V.E. Tatlin [titolo originale in russo], 1920
    volume a stampa, 28 × 21,9 cm
    Milano, Collezione Italo Rota
  7. Richard Hamilton
    This is Tomorrow
    1956
    volume a stampa
    (catalogo della mostra svoltasi a Londra nella Whitechapel Art Gallery)
    16,5 × 16,5 cm
    Milano, Collezione Italo Rota

In copertina un particolare di:
Antonio Sant’Elia
Progetto per la Nuova stazione di Milano
1914
matita nera e colorata su carta
15 x 28 cm
Collezione privata

Orari:

  • fino al 31 agosto
    dal martedì alla domenica
    dalle ore 16:30 alle 22:30
  • dal 1° settembre al 24 ottobre
    dal martedì alla domenica
    dalle ore 11 alle 19.00

Informazioni: info@fondazioneragghianti.it

Sito web: https://www.fondazioneragghianti.it/2021/05/31/pianeta-citta-arti-cinema-musica-design-nella-collezi

Dove e quando

Evento:

Indirizzo: Fondazione Ragghianti - Complesso monumentale di San Micheletto, Via San Micheletto, 3 - Lucca
[Guarda su Google Maps]

Data: 21 Ottobre, 2021