Ancora per pochi giorni, fino al 27 maggio, le rinnovate sale dell’Aula Magliabechiana degli Uffizi di Firenze ci presentano Spagna e Italia in dialogo nell’Europa del Cinquecento: una straordinaria occasione per partecipare alla più vasta indagine finora dedicata alla raccolta di disegni spagnoli custodita dal Gabinetto Disegni e Stampe delle Gallerie degli Uffizi.
Una mostra che mette in luce contatti, rapporti, confronti e influenze che il Rinascimento italiano ebbe su grandi artisti iberici come Alonso Berruguete, Pedro Machuca, Bartolome Ordonez e Diego de Siloe, tutti Aguilas del Renacimiento Español (Aquile del Rinascimento Spagnolo).

Il percorso, sapientemente pensato dai tre curatori della mostra Marzia Faietti, Corinna Gallori e Tommaso Mozzati, ricolloca le singole creazioni grafiche nel loro contesto di provenienza includendo anche sculture, dipinti, esempi di oreficeria e arti applicate, con l’intento di suggerire utili confronti ispirati a uno sguardo multidisciplinare, assunto come principio ordinatore.

Attraverso le carte più belle e significative del corposo fondo di disegni – per la maggior parte risalente all’ottocentesca donazione di Emilio Santarelli – custodito nel Gabinetto, dopo una premessa che descrive la situazione artistica della Spagna (vicina all’Italia per tendenze politiche e commerciali) fra Quattro e Cinquecento, l’esposizione si articola in otto sezioni e parte proprio da artisti come Alonso Berruguete, formatosi tra Roma e Firenze e probabilmente tra i più famosi e primi testimoni dell’introduzione di quel linguaggio ‘rinascimentale’ italiano oltre i Pirenei.

Nello specifico ambito del disegno, qui emergono quindi autori che subirono la formazione italiana e tra questi anche Bartolomé Ordóñez e Gaspar Becerra, i cui lavori permettono di attivare un confronto tra i due Paesi su diversi generi artistici.

Tra gli altri maestri, Romolo Cincinnato e Pompeo Leoni (chiamati nei più prestigiosi cantieri reali di Spagna), ma anche Francisco Pacheco, Patricio e Eugenio Cajés e Vicente Carducho che, invece, furono protagonisti della stagione che chiuse il Cinquecento in Spagna.

La seconda sezione illustra il confronto nella trattazione della figura umana, la rappresentazione del nudo e la trattatistica italiana.
Si passa quindi alla terza sezione – che sottolinea l’importanza della produzione tosco-romana attorno agli anni ‘40 e ‘50, grazie a opere di Luis de Vargas e Luis de Morales accostate a fogli attribuiti a Sebastiano del Piombo e di Giorgio Vasari – e alla quarta che si focalizza sugli spostamenti degli artisti anche in direzione opposta, ossia dall’Italia alla Spagna. È il caso di El Greco, famoso pittore per le sue figure umane particolarmente allungate e i colori originali, frutto delle varie influenze presenti nella sua pittura.

Da qui si giunge alle sezioni cinque e sei in un percorso di disegni italiani legati alla decorazione della Chiesa di San Lorenzo all’Escorial e la settima introduce la grafica di alcuni artisti spagnoli sul finire del Cinquecento.
L’ultima sezione è dedicata ai membri di due famiglie, i fratelli Carducci e Cascese e alla loro eredità artistica.

Didascalie immagini

  1. Alonso Berruguete (?) (Paredes de Nava, 1488 ca. – Toledo, 1561), Madonna col Bambino, da Donatello, 1508-1510 ca., pietra rossa, carta, Firenze, Gallerie degli Uffizi, Gabinetto dei Disegni e delle Stampe
  2. Alonso Berruguete (Paredes de Nava, 1488 ca. – Toledo, 1561), Madonna col Bambino e san Giovannino (Tondo Loeser), 1513-1514, olio su tavola, Firenze, Palazzo Vecchio, Collezione Loeser
  3. Bartolomé Ordóñez (Burgos, 1480 ca. – Carrara, 1520), Putto, dalla tomba di Andrea Bonifacio, 1518-1519, marmo, Napoli, chiesa dei Santi Severino e Sossio
  4. Gaspar Becerra (Baeza, 1520 ca. – Madrid, 1568), Cristo risorto, 1553 ca., pietra nera, carta, Venezia, Gallerie dell’Accademia, Gabinetto dei Disegni
  5. Giorgio Vasari (Arezzo, 1511 – Firenze, 1574), Cristo eucaristico, 1550 ca. – 1560 ca., pietra rossa, tracce di pietra nera, carta, Firenze, Gallerie degli Uffizi, Gabinetto dei Disegni e delle Stampe
  6. Domínikos Theotokópoulos, detto El Greco (Iraklion, 1541 – Toledo, 1614), La guarigione del nato cieco, 1570-1576 ca., olio su tela, Parma, Galleria Nazionale

IN COPERTINA
Domínikos Theotokópoulos, detto El Greco (Iraklion, 1541 – Toledo, 1614), La guarigione del nato cieco, 1570-1576 ca., olio su tela, Parma, Galleria Nazionale
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Dove e quando

Evento: Spagna e Italia in dialogo nell’Europa del Cinquecento