1962: la Guerra Fredda è al suo apice, da entrambe le parti si alimenta la paura dell’altro e negli Stati Uniti la popolazione è seriamente convinta di essere alle soglie di una guerra nucleare. Il vantaggio dell’Unione Sovietica nella conquista dello spazio, con Yurij Gagarin primo uomo lanciato in orbita attorno alla Terra, crea senso di frustrazione e desiderio di rivalsa in tutto l’apparato militare, scientifico e dei servizi segreti statunitensi; una pericolosa ossessione collettiva.
In questo clima di paura e incertezza Elisa, una ragazza muta dall’infanzia che vive sopra un vecchio cinema, lavora come addetta alle pulizie in un laboratorio del Centro di Ricerca Aerospaziale nella città di Baltimora, costa occidentale. Riservata e solitaria, messa ai margini dalle sue difficoltà di comunicazione, la donna ha come unici amici il non più giovane pittore vicino di casa Giles, di grande talento e scarsa fortuna, e la collega di colore Zelda rassegnata al grigiore di un matrimonio ormai consunto.
Lo scorrere del ritmo quotidiano s’infrange in un tardo settembre, quando l’agente governativo Richard Strickland introduce nel laboratorio una misteriosa risorsa segreta, presenza ancestrale vivente con cui Elisa troverà impreviste affinità, stabilendo una connessione che stravolgerà per sempre tutto il suo mondo.

Decimo lungometraggio di un cineasta visionario, che ha dissipato fin qui il suo talento con titoli in buona parte trascurabili, La forma dell’acqua di Guillermo Del Toro è una splendida fiaba moderna, delicata e romantica, che pur rimanendo film d’evasione sa elevarsi a parabola universale con un racconto che tocca le corde dell’anima. Mettendo al centro della storia personaggi non conformi, emarginati per handicap, orientamento sessuale, razza o cultura, il film diventa inno alla diversità, invito all’incontro, perché la conoscenza dell’altro è l’unica arma efficace di pacificazione.

Vincitore del Leone d’Oro alla 74ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, La forma dell’acqua è un soggetto originale nato nel 2011 da una scintilla di Daniel Kraus, con Guillermo Del Toro autore della serie a cartoni animati Trollhunters – cacciatori di troll, che il regista ha elaborato insieme a Vanessa Taylor in una sceneggiatura ricca di rimandi alla mitologia classica e battute fulminanti dall’ironia caustica. Un racconto fantastico che introduce a un’America colorata e iconografica, mai realmente esistita e sospesa tra mito e realtà.

A rendere il film indimenticabile le prove straordinarie di un gruppo affiatato di grandi interpreti: Sally Hawkins dà corpo all’innocente fragilità, come alla ferrea determinazione, di Elisa; Michael Shannon è l’agente Strickland, incarnazione del fanatismo di un conformista malsano e feroce, convinto di agire come braccio di Dio; Richard Jenkins è ironico e commovente nel disegnare l’amico e vicino di casa Giles, artista e uomo sensibile, smarrito nel non riconoscere in quel vecchio davanti allo specchio il suo spirito ancora giovane e bisognoso d’amore.

Michael Stuhlbarg è eccezionale nel ruolo del dottor Hoffstetler, a conferma della sua poliedricità basti notarne la presenza in tre dei nove candidati all’Oscar per il miglior film: oltre a La forma dell’acqua è anche in The Post di Steven Spielberg e Chiamami col tuo nome di Luca Guadagnino. Octavia Spencer è la petulante Zelda, amica dal cuore d’oro, e Doug Jones nella tuta aderentissima della creatura, ogni giorno quattro uomini lo aiutavano a indossarla, sa regalare alla divinità marina una vulnerabilità e un’innocenza commoventi anche quando sprigiona la sua temibile forza selvaggia.

Essenziali per la creazione di quel mondo fiabesco e crudele, in cui vivono le emozioni dei personaggi, le grandi professionalità messe in campo: il design degli ambienti costruiti su grandi set dallo scenografo Paul Denham Austerberry, a dare forma concreta a un ideale dell’America creato da artisti come Norman Rockwell; la fotografia di Dan Laustsen, giocata su tinte unite in una selezionata gamma di colori, dà vita a un’atmosfera da favola in contrasto con la violenza esercitata senza pietà da figure incapaci di sottrarsi alla logica dello scontro.

Infine la bellissima partitura originale di Alexandre Desplat – premiata con un Golden Globe insieme alla regia di Guillermo Del Toro – accompagna il fluire elegante di una macchina da presa sempre in movimento, malinconica metafora che richiama lo scorrere dell’acqua e per estensione quello inarrestabile del tempo e della vita stessa. La forma dell’acqua è soprattutto una storia d’amore, l’immagine bellissima di due gocce che s’inseguono sul vetro fino a fondersi insieme ne è l’essenza più sublime, perciò sarà nelle sale italiane dal 14 febbraio – San Valentino – distribuito da 20th Century Fox.

In attesa di conoscere il verdetto delle urne che il prossimo 4 marzo assegneranno gli Oscar 2017, il film di Guillermo Del Toro con le sue tredici candidature è il titolo di punta per la corsa alle ambite statuette.

Dettagli

Didascalie immagini

  1. Locandina italiana
  2. Una straordinaria Sally Hawkins è la muta eroina protagonista
  3. Elisa e i suoi affetti: Giles, interpretato da Richard Jenkins, e Zelda, Octavia Spencer
  4. Le scenografie di Paul Denham Austerberry
  5. Michael Shannon è l’agente governativo Strickland / Giles e Elisa in azione
  6. Michael Stuhlbarg è il dottor Hoffstetler / Doug Jones la misteriosa divinità amazzonica
  7. Il regista Guillermo Del Toro al lavoro sul set con i suoi attori
  8. Dolcezza e curiosità / Ottusità e violenza / Difesa e protezione

© 2017 20th Century Fox


IN COPERTINA
L’Amore 'interraziale' di Elisa
© 2017 20th Century Fox

SCHEDA FILM

  • Titolo originale: The shape of water
  • Regia: Guillermo Del Toro
  • Con: Sally Hawkins, Michael Shannon, Richard Jenkins, Doug Jones, Michael Stuhlbarg, Octavia Spencer, Nick Searcy, David Hewlett, Stewart Arnott, Nigel Bennett, Lauren Lee Smith, Martin Roach, Allegra Fulton, John Kapelos, Morgan Kelly, Marvin Kaye, Dru Viergever, Wendy Lyon, Cody Ray Thompson, Diego Fuentes, Madison Ferguson, Jayden Greig, Karen Glave, Danny Waugh, Dan Lett, Deney Forrest, Brandon Mc Knight, Clyde Whitham, Jonelle Gunderson, Cameron Laurie, Evgeny Akimov, Sergei Nikonov, Vanessa Oude Reimerink, Alexey Pankratov, Shaila D’Onofrio, Edward Tracz
  • Soggetto: Guillermo Del Toro
  • Sceneggiatura: Guillermo Del Toro, Vanessa Taylor
  • Fotografia: Dan Laustsen
  • Musica: Alexandre Desplat
  • Montaggio: Sidney Wolinsky
  • Scenografia: Paul Denham Austerberry
  • Costumi: Luis Sequeira
  • Produzione: Guillermo Del Toro e  J. Miles Dale con Daniel Kraus per Double Dare You con Fox Searchlight Pictures in associazione con TSG Entertainment
  • Genere: Avventura
  • Origine: USA, 2017
  • Durata: 122' minuti