Milano è una città che, sin dall’epoca romana, si fa notare per la notevole vivacità che dimostra in ogni settore e per le bellezze, testimonianze di tutte le evoluzioni culturali italiane, che si trovano in ogni dove. A volte i nuovi inserimenti lasciano sconcertati creando discussioni e prese di posizione diverse tra i cittadini soprattutto se si tratta di innovazioni considerate da alcuni fuori luogo o troppo avveniristiche perché armonizzino con gli ambienti dove vengono inserite.

Questo è il caso di piazza Cadorna con la stazione ridisegnata da Gae Aulenti e il famoso, molto discusso e coloratissimo monumento “Ago, filo e nodo” di Claes Oldenburg e Coosje van Bruggen i quali hanno voluto sintetizzare in questa maniera le basi vitali della Milano che lavora, che si accultura e che lancia le novità.
Con una simpatica e breve passeggiata da qui si può andare a godersi il Parco Sempione, le sue piante che cambiano aspetto e colori con il passare del tempo e raggiungere la Triennale sistemata in un edificio tipicamente fascista di marmo bianco realizzato nel 1935 dall’architetto Giovanni Muzio dove sono inserite anche le varie testimonianze degli artisti che hanno contribuito alla sua sistemazione con le loro opere.
In questo momento l’edificio è dedicato all’arte e al design e nei suoi numerosi spazi sono allestite esposizioni temporanee con lo scopo ben definito di allargare la visione estetica di chi va a vederle.

Attualmente si può vedere “Mario Bellini. Italian Beauty” con un allestimento molto insolito ideato proprio dal famoso designer italiano che è riuscito a realizzare forme completamente nuove in tutto, dalle architetture agli strumenti tecnologici, ai gioielli, agli elementi per l’arredamento.
Proprio per dare subito un’idea di quanto ha potuto spaziare la sua entusiasta creatività nel salone d’ingresso c’è un’enorme libreria con dentro non libri o riviste ma una buona parte delle sue realizzazioni come sedie, poltrone, tavoli etc.Nel corridoio che conduce alle sale piovono dall’alto pannelli con prima la foto di un oggetto realizzato su suo disegno e dopo l’immagine di quello che esso può suggerire partendo dalle prime idee per arrivare in fondo in successione sino all’uscita e, dietro, dall’uscita all’ingresso hanno lo stesso andamento.
In esposizione ci sono altre mostre interessanti che conviene andare a vedere come quella della collezione di Giuseppe Iannaccone “Italia 1920-1945. Una nuova figurazione e il racconto del sé” curata da Alberto Salvadori e Rischa Paterlini con un allestimento che suddivide la grande sala al primo piano in modo da renderla simile a una galleria d’arte.
Iannaccone ha comprato i quadri di pittori che si sono staccati dalle correnti dominanti negli anni presi in considerazione per raccontare soprattutto la vita intorno a loro vista con la sensibilità e la premonizione tipica degli artisti.
L’uomo con i suoi sentimenti, squilibri e solitudini è sempre al centro dell’universo e dell’arte, spesso in attesa di qualcosa di diverso o circondato dalla delusione di ciò che non avviene e tutto queste sfumature si trovano nei quadri collezionati.
Come dice Iannaccone Rosai racconta gli uomini semplici, Sironi quelli forti, Pirandello espone la crudezza della vita, Birolli riesce a trasformare la realtà e lo fa anche con Milano rendendola soprattutto poetica, Ziveri racconta i postriboli, Badodi presenta la realtà delle donne sole e senza figli, Vedova Rinnova la pittura con le sue figure schematiche.

Non c’è altro che girare e cercare di penetrare in queste pitture per conoscere l veri interessi di Giuseppe Iannaccone.
Vale la pena di guardare anche la prima personale in un luogo istituzionale italiano del duo belga Jos de Gruyter & Harald Thys “Elegantia” immaginata come una messa in scena dell’idea di “mostra” e come caricatura dell’immagine di una esposizione sulle belle arti diventando così un ambiguo insieme si orrori o, se si preferisce, di solo apparenti normalità.

Gli autori hanno fatto in maniera che il complesso allestimento eterogeneo creato sia anch’esso opera visto che inizia con un video che conduce al disegno e alla scultura site specific.
Le mostre della Triennale non sono solo queste, la scelta è più ampia e dipende solo dalla propria volontà cosa andare a vedere.
Dettagli
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Mostra “Mario Belliini. Italian Beauty”
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Mostra: “Italia 1920-1945. Una nuova figurazione e il racconto del sé”
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Mostra “Elegantia”
La Triennale di Milano fino al 19 marzo 2017
Orari: Martedì – Domenica 10.30 - 20.30