«La notte del 20 dicembre 1849
un uragano violentissimo imperversava sopra Mompracem…»
Negli spazi monumentali dell’Orangerie della Reggia di Monza prosegue fino a domenica 28 giugno il viaggio nel Sud-est asiatico ottocentesco – reale e leggendario – attraverso Borneo, Malesia, India e Indonesia, così come li ha immaginati Emilio Salgari, lo scrittore che ha fatto sognare generazioni di lettori e che, la Regina Margherita di Savoia nel 1897, nominò Cavaliere riconoscendogli il merito di avere «istruito dilettando». “Sandokan – La tigre ruggisce ancora” desidera quindi proseguire quella missione: insegnare la storia, la geografia, l’antropologia attraverso l’avventura e l’emozione.

Bambini affascinati dall’avventura, adulti nostalgici, studiosi di letteratura, appassionati di cultura orientale riuniti sotto il segno della vera avventura ove, riportare Salgari al centro del dibattito culturale, significa valorizzare un patrimonio italiano troppo a lungo sottovalutato: uno scrittore tradotto in tutto il mondo, che ha ispirato il cinema da Sergio Leone a George Lucas. Ponte tra generazioni, luogo in cui memorie e prime scoperte si incontrano, ideata e prodotta da Vertigo Syndrome e curata da Francesco Aquilanti e Loretta Paderni, in un continuo gioco di rimandi tra invenzione narrativa e realtà, la mostra è stata concepita come una grande epopea visiva e sonora capace di far dialogare fantasia letteraria con materiali storici autentici.

In un’epoca di supereroi Marvel e saghe fantasy, Sandokan resta il primo vero eroe anti-coloniale della letteratura popolare: un principe malese che lotta al fianco delle popolazioni locali contro l’impero britannico per un messaggio di libertà e giustizia attualissimo. Sandokan, infatti, incarna un bisogno universale e senza tempo: l’evasione, il mistero, l’attrazione per terre remote in cui misurare il proprio coraggio, la lealtà, l’amore e il desiderio di autodeterminazione. Valori che, dopo aver attraversato le epoche, in un presente inquieto e disorientato, oggi tornano a parlare con una forza sorprendente.

Rimasti nascosti per oltre un secolo, per la prima volta in assoluto sono esposti reperti della collezione etnografica originale dei Dayak, donata direttamente al Re d’Italia Umberto I da Sir Charles Brooke, discendente diretto del leggendario, ma realmente esistito, Rajah Bianco James Brooke, l’antagonista letterario di Sandokan; gli oggetti che accesero l’immaginazione di Emilio Salgari.

Non una semplice esposizione, ma un viaggio multisensoriale dove i visitatori attraversano la giungla del Borneo, ascoltano i misteriosi ramsinga e i tamburi di guerra, sentono i versi delle tigri e il fragore delle battaglie navali in ambienti ricreati con cura, minuzia e originalità per coinvolgere il visitatore su più livelli attraverso un percorso narrativo capace di far battere il cuore a grandi e piccini.

La mostra è arricchita da un calendario di eventi collaterali, incontri, laboratori e attività didattiche che approfondiscono gli argomenti collegati alla mostra, trasformandola di fatto in una sorta di festival tematico. I visitatori più piccoli sono coinvolti in giochi e avventure all’interno del percorso espositivo al termine dei quali riceveranno in omaggio un premio “piratesco” e avranno a loro disposizione un piccolo spazio dove disegnare, colorare e partecipare a giochi a loro dedicati. Infine, per tutte le scuole di ogni ordine e grado, sono previste delle visite guidate e laboratori didattici.