A volte succede che un artista, anche se bravo, senza alcuna ragione cada nel dimenticatoio sinché qualcuno o per ragioni culturali, o per ragioni affettive, o anche solo venali rispolvera il suo ricordo e il suo mondo.
Uno di questi artisti è Carlo Ramous, lo scultore italiano nato a Milano nel 1929 e morto nella stessa città nel 2003 dopo una vita intensa di lavoro e di fama non indifferente, il quale è tornato nelle cronache dell’arte grazie ad un’eloquente esposizione che rimarrà aperta alla Triennale di Milano (via Alemagna 6) sino al 17 settembre 2017 con la curatela di Fulvio Irace e Luca Pietro Nicoletti.

Naturalmente già il titolo della mostra “Carlo Ramous. Scultura Architettura Città” racconta da solo quanti e quali sono stati gli interessi dell’artista, che dopo aver frequentato il Liceo Artistico a Bologna segue le lezioni di scultura all’Accademia di Brera sotto la guida di Marino Marini e Giacomo Manzù, esponendo con successo a soli 20 anni per la prima volta proprio all’Accademia.
Le sue prime opere visibili nella retrospettiva allestita alla Triennale sentono abbastanza l’influenza degli insegnanti, ma poi Ramous raggiunge, sperimentando gli eventi culturali che si avvicendano a Milano e in Europa, uno stile molto personale che si caratterizza con l’invasione slanciata della tridimensionalità dello spazio, per poi interromperla in maniera improvvisa ed elegantemente impensabile affascinando la critica e il pubblico.

Tanto è vero che nel 1974 molte delle sue sculture ambientali pronte a librarsi nello spazio sono esposte di fianco al Duomo creando un accordo / contrasto molto interessante, per il dialogo che si stabilisce tra le forme di Ramous e gli archi acuti e le guglie svettanti del caratteristico Duomo gotico.
Dopo questa mostra un’opera viene messa in piazza Conciliazione e alcune altre in un deposito sconosciuto in attesa di essere collocate in posti vari, per poi finire accatastate in un campo in attesa che il tempo le distrugga. Per fortuna qualcuno ha riconosciuto lo stile e la firma e con l’aiuto dell’archivio appartenente alla famiglia alcune di queste sculture sono state riportate a nuova vita e sono servite per fare ricordare lo scultore e pensare all’attuale retrospettiva di Milano. Le occasioni e i casi sono strani e impensabili.

Ramous ha lavorato e collaborato con gli architetti per dare ai loro edifici un aspetto più attuale e artistico decorando le facciate con adeguati incastri davvero personali e personalizzanti. Begli esempi ancora godibili sono le facciate di Santa Marcellina e San Giovanni Bosco a Milano nati dalla collaborazione con l’architetto Mario Tedeschi – il quale scrisse “Che un architetto e uno scultore abbiano potuto impostare un linguaggio comune tanto da creare opere nelle quali l’architettura e la scultura, pur rimanendo assolutamente se stesse, siano tanto intimamente fuse da far sì che l’una senza l’altra e viceversa perdano ogni significato, mi sembra un evento degno di nota” – e lo stabilimento di Blois (Francia) con i suoi cento metri di bassorilievi.

Il Museo di Fotografia contemporanea di Cinisello Balsamo (Mi) ha indetto un concorso fotografico per creare attenzione sul lavoro di questo importante scultore del novecento con l’obiettivo di stimolare l’interpretazione creativa delle sue opere a scala urbana nei giovani delle scuole dove viene insegnata fotografia: è stata loro richiesta la preparazione di un progetto fotografico che interpreti una o più opere di Carlo Ramous. Questo concorso prosegue sino al 14 settembre su Instagram aperto a tutti con gli hashtag #scultura, #fotografia, #carloramous e il tag @mufoco.

Naturalmente in Triennale ci sono altre cinque mostre molto diverse tra loro da poter vedere ma si può sfruttare anche la possibilità di andare a fare una verde passeggiata rilassante nel parco per raggiungere il Castello Visconteo, passare attraverso i suoi cortili decidendo se andare lì a vedere uno dei tanti musei aperti nelle sue sale e poi raggiungere con una passeggiata lungo la pedonale via Dante circondata da negozi e bar piazza Duomo simbolo di Milano, Palazzo Reale e il Museo del ‘900: non c’è che da scegliere seguendo l’ispirazione del momento.
Dettagli
Orario:
martedì / domenica 10,30 – 20,30
lunedì chiuso
Ingresso libero
Continuità e Gesto per la libertà esposte in Piazzetta Reale a Milano nel 1974 (fotografia di Enrico Cattaneo) (© foto Flavia Molinari) (© foto Flavia Molinari) (© foto Flavia Molinari) (© foto Flavia Molinari)
Dove e quando
Evento: Carlo Ramous. Scultura Architettura Città
Indirizzo:
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Fino al: 16 Settembre, 2017