Fino al 6 febbraio 2022, il Museo Diocesano Carlo Maria Martini di Milano ospita uno dei capolavori d’arte sacra del Diciottesimo secolo meneghino, il Presepe del Gernetto, composto da circa sessanta personaggi, dipinti a tempera su carta o cartoncini sagomati in massima parte di Francesco Londonio (1723-1783), tra i maggiori artisti lombardi del Settecento, specializzato proprio in presepi, in scene campestri e raffigurazioni di animali.

Il “Presepe del Gernetto” – noto alla critica, citato nella storiografia e in tutte le pubblicazioni dedicate a Francesco Londonio e al presepe in Lombardia – è entrato a fare parte della collezione permanente nel 2018 per la donazione di Anna Maria Bagatti Valsecchi, una ulteriore dimostrazione di come il museo sia un luogo vivo, che cresce continuamente, in dialogo con la città e con la Diocesi e con il collezionismo illuminato lombardo grazie al quale le opere d’arte diventano patrimonio di tutti.

Già nella collezione Cavazzi della Somaglia, e proveniente anticamente dalla villa Gernetto di Lesmo – acquistata nel 1772 dal Conte Giacomo Mellerio (1711-1782) presso la quale Londonio era solito passare lunghi periodi di villeggiatura – il presepe è arrivato sino a noi composto da circa sessanta figure sagomate, dipinte a tempera su carta e cartoncino. La maggior parte delle figure è stata realizzata da Francesco Londonio (1723-1783), artista lombardo specializzato in scene campestri, animali e presepi. Il nucleo principale, eseguito probabilmente fra il settimo e l’ottavo decennio del Settecento, fu commissionato dal conte Giacomo Mellerio, appassionato collezionista e proprietario della villa.

Gli studi di Eugenia Bianchi sono ancora in corso e, dalla pubblicazione del primo resoconto, si ipotizza che le figure appartenessero a tre “presepi di carta”, probabilmente acquisiti in momenti diversi dagli antichi proprietari, ma riconducibili allo stesso ambito storico artistico.

Lo scenografico presepe era destinato, in origine, a essere allestito durante il periodo natalizio occupando un intero salone di Villa del Gernetto poi, nel corso dell’Ottocento, gli eredi Mellerio, quando fu chiara l’importanza e la rarità del complesso, fecero montare le sagome entro cornici ovali o rettangolari che furono usate come decoro stabile per i saloni della brianzola.

Accompagnata da un catalogo Silvana Editoriale, la mostra – curata da Nadia Righi e Alessia Devitini, rispettivamente direttrice e conservatrice del Museo Diocesano – è anche lo spunto per riflettere sulle origini del presepe e sulla sua storia, su una tradizione diventata così popolare e, in particolare, sui cosiddetti “presepi di carta”, che si diffondono a partire dal Diciassettesimo secolo, con figure dipinte a tempera o a olio su carta, cartone e su tavole di legno, e più tardi anche stampate.

Queste sagome, di per sé bidimensionali, una volta collocate nello spazio in un contesto realizzato ad hoc acquistavano una teatralità e una sorta di tridimensionalità, anche grazie alla presenza di un’ambientazione, di uno sfondo, di un sistema di quinte teatrali, divenendo di fatto un vero e proprio presepe.

A Francesco Londonio spetta un ruolo d’indubbio primo piano tra i maggior artefici e promotori di questa tradizione in Italia. Più tardi la tipologia dei “presepi di carta” si diffonde anche a mezzo stampa raggiungendo una diffusione molto ampia.
Le scene principali del presepe sono state restaurate nell’ambito della XIX edizione del programma Restituzioni di Intesa Sanpaolo. Altre figure sono state restaurate grazie alla generosità dell’Associazione Volontari del Museo Diocesano.

Dettagli

Didascalie immagini

Presepe del Gernetto realizzato da Francesco Londonio

  1. veduta d’insieme
  2. particolare della Madonna con il Bambino
  3. particolare di uno dei Re Magi
  4.  particolare di un altro dei Re Magi
  5. particolare del bambino con contadino e pifferaio
  6. particolare del contadino con gerla
  7. particolare con alcuni animali nella stalla

 

Dove e quando

Evento:

Indirizzo: Museo Diocesano Carlo Maria Martini - piazza Sant’Eustorgio, 3 - Milano
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Fino al: 06 Febbraio, 2022