Come ogni anno è gradevole fare una breve escursione fuori dalla grande Milano magari oltre il confine italiano anzi lombardo per godersi una giornata diversa stando vicino ad un tranquillo lago con pesci, cigni e anatre abituate a stare tranquille ai margini delle acque: Ligornetto è quasi così con il suo paesino pieno di verde inframmezzato da fiori che compaiono sicuramente perché c’è molta attenzione a renderlo allegro e ha la giusta l’esposizione di sole – ombra.

La bella Villa Vincenzo Vela spicca perché tutta bianca in mezzo al verde e alle macchie di colore dai sapienti accostamenti; per arrivarci vale la pena fare la salitina davanti al cancello principale perché è piena di insolite piccole piante però molti preferiscono passare dal parcheggio e attraversare il ponticello costruito sopra il ruscello chiaccherino per camminare meno. Superata la biglietteria l’ingresso in questo museo abbaglia e affascina visto che si entra in un grande anfiteatro con le pareti grigie per ottenere un sapiente contrasto con la gipsoteca di tantissime opere dello scultore Vincenzo Vela che ha donato la sua casa-laboratorio alla comunità perché diventasse un museo dove allestire mostre temporanee che riportassero a far conoscere le opere di artisti famosi mentre erano in vita e poi caduti nel dimenticatoio.

Ora e sino al 28 ottobre 2018 è allestita la mostra Echi dall’antichità. Carl Burckhardt (1878-1923). Uno scultore tra Basilea, Roma e Ligornetto una monografica dedicata allo scultore svizzero Carl Burckhardt che ha finito la sua vita proprio a Ligornetto dopo aver vissuto in Italia tra Roma, Firenze, Forte dei Marmi e Napoli lavorando all’inizio soprattutto come affermato disegnatore poi, dopo essere stato ammaliato dalle statue della archeologia romana, come scultore.
Lungo tutta la sua felice carriera si riscontra come la mitologia classica sia stata la principale fonte d’ispirazione per Carl e come lui abbia sempre cercato nuove soluzioni per la scultura e al Museo Vela ci sono molte dimostrazioni di questa sua maniera di agire: eseguita una scultura la riprendeva ripetendola con i materiali più diversi dal marmo alla terracotta, dal bronzo al gesso patinato, alla cera cercando così di dare una percettibile vitalità completamente differente secondo il materiale usato.

Come succede a tutti gli artisti con una spiccata personalità i temi ispiratori vengono sempre interpretati e tradotti nelle sue opere con sfumature e caratteristiche diverse e uniche ed è per questo che i curatori, Gianna A. Mina e Tomas Lochman, hanno creato un percorso tematico in modo che lo spettatore possa riuscire a percepire ciò che ha portato l’artista a raggiungere una grande capacità di interpretazione e la fama che lo ha accompagnato lungo tutta la sua breve vita.
Le opere esposte sono circa 120, provengono da collezioni pubbliche e private e da musei così possono raccontare l’intero percorso artistico del pittore – scultore con tutte le sue personali e innovative sfaccettature. La prima statua che si incontra al piano terra è una Venere realizzata con marmi di tre colori diversi proprio per attrarre di più l’attenzione alle sue forme dolcemente rotonde molto tradizionali ma rinnovate dall’uso di colori diversi.

La riscoperta di Carl Burckhordt vale la pena di essere fatta ed è necessario andare a Ligornetto per poter vedere le sue multipli interpretazioni e se si è in auto tornando verso Milano conviene fare anche un’altra visita, quella a Villa Visconti Borromeo che si trova lungo la strada a Lainate, alle porte di Milano, villa raggiungibile quando si vuole anche con un autobus che parte ogni mezz’ora dalla fermata MM di Lampugnano.

La villa è stata voluta e fatta costruire da Pirro Visconti Borromeo che decise di trasformare la sua riposteria di Lainate in una residenza di piacere e di vacanza visto che era solo a 2 ore di carrozza da Milano ed essendo un grande collezionista e cultore d’arte chiamò importanti artisti per il suo abbellimento.
Celebre è il Ninfeo con i suoi scherzosi giochi d’acqua progettato da Martino Bassi per stupire, divertire e … bagnare gli ospiti; le sue pareti sono decorate o con finte stalattiti o a mosaico realizzato da Camillo Procaccini con ciottoli bianchi colorati a uno a uno e i disegni sono in ogni camera sempre diversi, unico lavoro noto di questo tipo eseguito dall’artista.

Per ammirare la villa e scoprire anche tutta la storia e la vita delle famiglie che vi hanno vissuto per più di quattro secoli è stato realizzato l’interessante docu-film Villa Visconti Borromeo Litta. Quattro secoli di storia, un viaggio nel tempo tra delizie arte e giochi d’acqua della durata di 89 minuti le cui copie sono in vendita e il ricavato servirà a sostenere il mantenimento di questo particolare monumento.
Durante l’apertura estiva sono organizzati eventi, visite guidate, mostre, laboratori, visite teatralizzate e ogni manifestazione con orari e costi è rintracciabile nel sito. E ora con l’entusiasmo creato da ciò che si è riusciti a vedere conviene mettersi a ripensare tranquillamente a tutto quello che la giornata ci ha donato.
Didascalie immagini
- Veduta esterna Museo Vincenzo Vela a Ligornetto (fonte)
- Vincenzo Vela (Ligornetto, 3 maggio 1820 – Ligornetto, 3 ottobre 1891)
in un ritratto del 1863 – © Museo Vincenzo Vela - Carl Burckhardt – © © Museo Vincenzo Vela – Nachlass Carl Burckhardt
- Carl Burckhardt (1878-1923), Wiese, studio parziale 1915/18, gesso dipinto, h. 51 cm, Skulpturhalle Basel – © Museo Vincenzo Vela / Foto Ruedi Habegger, Basel
- Veduta esterna Villa Visconti Borromeo Arese Litta (fonte)
- Veduta del complesso di Villa Visconti Borromeo Litta (fonte)
IN COPERTINA
Veduta esterna Museo Vincenzo Vela a Ligornetto (fonte)
Informazioni mostra
Echi dall’antichità. Carl Burckhardt (1878-1923).
Uno scultore tra Basilea, Roma e Ligornetto
fino al 28 ottobre 2018 – orari giugno/settembre
da martedì a domenica 10.00-18.00
ottobre 10.00-17.00, le domeniche 10.00-18.00
chiuso lunedì
catalogo in collaborazione con la casa editrice
Christoph Merian Verlag (cmv) di Basilea,
volume bilingue (italiano e tedesco)