La bella città di Milano dimostra di riuscire sempre a richiamare visitatori di tutti i tipi e interessi perché riesce ad avere sempre qualcosa di veramente interessante da mostrare, sentire, comprare o far vedere in tutti i campi anche i più inimmaginabili.
Nel Palazzo Reale, situato di fianco al più caratteristico Duomo gotico d’Italia, è aperta sino al 18 giugno 2017 “Keith Haring. About Art” una retrospettiva molto particolare perché dà la possibilità di leggere questo artista-graffitista in maniera insolita e nuova e riscoprire così quanto la storia dell’arte ha influenzato la sua creatività.

Sicuramente i simboli che lui ripete quasi ossessivamente ricordano i disegni archeologici raffiguranti molto spesso l’uomo, l’essere vivente dominante sulla Terra e il curatore Gianni Mercurio ha voluto che l’attenzione del pubblico fosse attirata proprio da questo particolare. Ed è chiaro come Haring (Reading 1958 – New York 1990) volesse che il suo operare diventasse un racconto come succedeva una volta quando la maggioranza della popolazione era analfabeta, quindi era solo con le figure che venivano espressi i concetti.
Facendo così l’intero universo riesce a capire i suoi messaggi in maniera semplice e chiara.

Le 110 opere, molte delle quali inedite per noi italiani, sono esposte seguendo il filo tematico non quello cronologico e per fare percepire meglio quanto l’intera storia dell’arte abbia ispirato Haring nelle sale si trovano anche opere di autori e di epoche diverse che possono averlo colpito portandolo a fare una sintesi molto personale con il suo stile unico e inconfondibile. Per esempio nella sala dell’umanesimo è esposta la statua della lupa con attaccati alle mammelle Romolo e Remo, statua che lo affascinò perché è un simbolo di maternità estrema.

Il video che riprende una delle sue performance lascia allibiti: dipinge una enorme tela molto velocemente e con estrema sicurezza come se l’ispirazione pronta e vivace non gli permettesse di pensare, di indugiare perché quello che deve raccontare lo spinge, senza ripensamenti inutili e devianti, estremamente certo di quanto si sente di dover dire.
Probabilmente il fatto di sapere che sarebbe morto abbastanza velocemente di AIDS lo spingeva a creare molto per essere sicuro di fare il più possibile e per raccontare se stesso lasciando così un segno profondo e personalissimo nella storia dei graffittisti tanto è vero che scriveva “Un muro è fatto per essere disegnato, un sabato sera per far baldoria e la vita è fatta per essere celebrata”.

Come sempre sono stati organizzati laboratori didattici per ogni fascia di età, dai bambini agli adulti, per fare conoscere e ricostruire attraverso una narrazione diversa il multiforme mondo artistico di Haring. Anche le visite guidate sono caratterizzate da un divertente racconto animato che coinvolgerà in maniera insolita grandi e piccini in modo da riuscire a percepire il suo spirito generoso e altruista: per le informazioni si può telefonare dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 17 allo 02 54915 o mandare una mail a ufficiogruppi@ticket24ore.it o didattica@ticket24ore.it .

Vedere tutte queste sue opere riunite lo rende unico e apprezzabile così si esce dalla mostra felici per essere riusciti a scoprire i molteplici collegamenti che uniscono la sua arte alla nostra usuale cultura e con questo spirito allegramente interessato conviene fare ancora di più e, come sempre, le scelte sono ampissime, dallo svetrinare ad andare a scoprire un bell’angolino di Milano o vedere altre mostre aperte sia a Palazzo Reale sia nel vicinissimo Museo del ‘900 e in questo caso il consiglio è quello di andare anche ai piani superiori con le scale mobili per godersi la vista dei muri in mattoni e delle bifore di Palazzo Reale. Tutto dipende da cosa si preferisce fare.
Dettagli
Orari
Lunedì: 14,30 – 19,30
Martedì, mercoledì, venerdì e domenica: 9,30 – 19,30
Giovedì e sabato: 9,30 – 22,30