Con l’ingiallimento e a volte arrossamento dei parchi, dei giardini e dei numerosi alberi posti ai lati delle strade quest’anno in ritardo le città sembrano diventare più colorate e “tenere” permettendo alle persone di accogliere con animo più tranquillo ed energico la venuta del freddo e delle novità.
In questo periodo è quindi interessante e distensivo fare una tranquilla passeggiata nel parco del Castello Visconteo a Milano poi, con gli occhi pieni di foglie cadenti, è bello andare a vedere ancora altre cose quindi si può svetrinare in via Dante e arrivare in piazza Duomo per infilarsi nel Palazzo Reale e scegliere cosa andare a vedere.
La scelta è ampia e variegata dal Museo del Duomo alla “profonda” scoperta di Caravaggio ai costumi usati alla Scala negli anni trenta, alle opere di Salvatore Sciarino a Strehler tra Goldoni e Mozart al fotografo americano James Nachtwey.

C’è anche la mostra Il mondo fuggevole di Toulouse-Lautrec curata da Danièle Devynk (direttrice del Museo Toulous-Lautrec di Albi) e Claudia Beltramo Ceppi Zevi che rimane aperta sino al 18 febbraio 2018. E’ molto nutrita e interessante perché vi sono esposte molte sue opere provenienti soprattutto dal Museo di Albi: tutte insieme testimoniano il suo percorso poetico permettendo, così, di scoprire e capire qual’è stato il suo mondo.

Henri de Toulouse-Lautrec (Albi 1864 – Malroné, Bordeaux 1901) figlio di nobilissimi lombi ricchi, a causa di due disastrose cadute da cavallo rimase con le gambe molto corte e quindi non poté praticare gli sport come desiderava, ma in compenso aveva una mano favolosa, tanto è vero che arrivò a fare il pittore praticamente da autodidatta proprio grazie a questa sua capacità innata e studiando molto le opere dei pittori diventati suoi amici che gli piacevano di più.

La sua creatività e grande capacità di trasmettere alle persone è evidente nei più di cento manifesti e stampe da lui creati, imprestati per questa mostra da un collezionista privato e per la prima volta esposti tutti assieme. Essi precorrono gli studi fatti in seguito su come attirare l’attenzione delle persone per invogliarle ad andare a vedere uno spettacolo, una mostra o usare qualcosa grazie alla loro unica e quasi perentoria impostazione grafica.

La vita creativa di Toulouse-Lautrec è durata solo poco più di un decennio e occorre riconoscere che in così pochi anni ha lavorato davvero tanto (basta pensare al numerosissimi manifesti preparati da lui), visto che è deceduto pochi mesi prima di compiere trentasette anni ed è questo che rimane impresso guardando la sua monografica con le eloquenti immagini del mondo povero, oggetto di attraente ispirazione per lui.

Nei suoi quadri si respira abbastanza spesso un pesante senso di delusione, di forzata e obbligatoria allegria, visti i retroscena che lui ama sottintendere ritraendo i sottofondi della città, dell’elegante e ricercata Parigi, i bar squallidi con ai tavolini persone sconsolate, dallo sguardo assente e sperduto nella noia o nella preoccupazione del domani.

Quadro dopo quadro si impara a conoscere lo spirito che animava la belle epoque e lo stile libero, non legato ad alcun movimento estetico, grazie al quale l’artista rende le sue impressioni ancora più profonde e personali.
Facendo con calma tutto il percorso si arriva a conoscere sino in fondo e in quasi tutte le sue sfaccettature l’animo, la poetica e la dimensione artistica di Henri de Toulouse-Lautrec, oltre alla vita notturna di Montmartre e alla famosa atmosfera bohèmienne che invadeva Parigi, i suoi caffè e i suoi cabaret.

Come sempre sono molte le manifestazioni collaterali organizzate per questa mostra, come visite guidate, laboratori didattici o creativi per grandi e piccini; per conoscerle basta visitarne il sito ufficiale.
Dettagli
Didascalie immagini
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Allestimento mostra
© foto Stefano Bonomelli
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Henri de Toulouse-Lautrec, Portrait de Lautrec devant une glace, 1880, olio su cartone,
Musée Toulouse-Lautrec, Albi, France
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Maurice Guibert, Henri de Toulouse-Lautrec in abiti giapponesi che si finge strabico, 1892 circa, fotografia,
Musée Toulouse-Lautrec, Albi
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Henri de Toulouse-Lautrec, Le jockey, 1899, litografia,
collezione privata
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Henri de Toulouse-Lautrec, Au lit, 1892, olio su cartone,
Foundation E.G. Bührle Collection, Zürich
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Henri de Toulouse-Lautrec, La clownesse assise, Mademoiselle Cha-U-Kao, 1896, litografia, tavola 1 della serie Elles,
Bibliothèque Nationale de France, Parigi
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Henri de Toulouse-Lautrec, Confetti, 1894, litografia, manifesto,
collezione privata
© foto Stefano Bonomelli
Musée Toulouse-Lautrec, Albi, France
Musée Toulouse-Lautrec, Albi
collezione privata
Foundation E.G. Bührle Collection, Zürich
Bibliothèque Nationale de France, Parigi
collezione privata
IN COPERTINA
Henri de Toulouse-Lautrec, Mademoiselle Marcelle Lender, en buste, 1895, litografia, collezione privata
[particolare]
Dove e quando