A Cremona, proseguirà fino a domenica 11 gennaio 2026, la prima monografica dedicata a Boccaccio Boccaccino (Ferrara?, 1462/ante 22 agosto 1466 – Cremona, 1525) realizzata in occasione dei cinquecento anni dalla morte dell’artista. Allestita al Museo Diocesano, la mostra è, indubbiamente, occasione di studio e di ricerca, ma anche di scoperta per un maestro pressoché sconosciuto al grande pubblico nonostante l’indiscutibile importanza, in ambito della cultura figurativa del Rinascimento in Italia settentrionale, tanto da essere definito da Giorgio Vasari, nelle Vite, “raro” ed “eccellente pittore”, la sua attività è attestata nei più importanti centri del nord Italia essendosi proposto, sulla scena, come un intelligente interprete della lezione impartita da Leonardo a Milano e da Giorgione a Venezia.

L’idea di mostra è conseguenziale alla recente acquisizione, da parte del Museo Diocesano, di una tavola del Maestro, frammento di una pala d’altare un tempo nella chiesa di San Pietro al Po a Cremona, che rappresenta l’ultima sua opera, eseguita poco prima della morte potendo così vantare il più cospicuo nucleo museale di opere di Boccaccino, che comprende anche l’Annunciazione Ludovisi (deposito permanente da parte della Fondazione Arvedi Buschini), la Crocifissione e la Sacra famiglia con Maria Maddalena.

Pertanto, con prestiti di grande rilevanza pubblici e privati, il percorso espositivo ne ripercorre la vicenda artistica, dalle origini sino agli ultimi anni (dando conto della sua attività attestata a Ferrara, Genova, Milano, Venezia, Roma e Cremona, nella cui Cattedrale si conserva lo straordinario ciclo affrescato nella navata centrale) così da comprendere il rilievo del pittore nel più ampio contesto del Rinascimento italiano tra la fine del Quindicesimo e i primi tre decenni del Sedicesimo secolo.

La mostra inizia con la prima attività tramite due importanti testimonianze, l’Adorazione dei pastori del Museo di Capodimonte e la Madonna col Bambino dei Musei Civici di Padova, così da inquadrare le prerogative stilistiche del pittore, suggestionato, alla fine del secolo, dai fatti figurativi di ascendenza emiliano-ferrarese e dalla cultura di matrice leonardesca.

A documentare lo spostamento di interessi – a seguito del suo rocambolesco trasferimento da Ferrara a Venezia, avvenuto nell’anno 1500 dopo un drammatico fatto di cronaca nera – è proposta l’Adorazione dei pastori della Galleria Estense di Modena, dove si scorge con maggiore evidenza l’eco del magistero di Giorgione.
Tra le prime opere realizzate a Venezia va ricordata l’ancona per la chiesa di San Giuliano, la cosiddetta ‘pala di San Zulian’, oggi inamovibile, evocata da due opere di collezione privata (una delle quali replica in modo fedele il gruppo centrale della Madonna col Bambino nella pala veneziana), mai esposte sinora in pubblico.

Durante la permanenza in laguna, Boccaccino ebbe modo di raffinare il proprio linguaggio stilistico dimostrato dalla coppia di Evangelisti e dalla Zingarella delle Gallerie degli Uffizi. Il soggiorno veneziano rappresentò anche l’occasione per confrontarsi con la tipologia della ‘sacra conversazione a mezze figure’, brevettata da Giovanni Bellini e ampiamente diffusa. Un esempio in tal senso è offerto dalla Madonna col Bambino tra i santi Giovanni Battista e Caterina d’Alessandria del Museo Correr di Venezia.

Nell’estate del 1506 Boccaccino era a Cremona e fu incaricato di affrescare il catino absidale del Duomo e l’Annunciazione sull’arco santo, subito replicata nella tavola già in collezione Ludovisi (come già detto, oggi al Museo Diocesano). Allo stesso periodo viene datata la ‘pala di Sant’Agata’ del 1508 (recentemente restaurata) e la Crocifissione su tela. Però, l’impresa più eclatante dell’artista, avviata al ritorno da un soggiorno a Roma, è rappresentata dalle Storie della Vita della Vergine e dell’infanzia di Cristo sulla parete sinistra della navata del Duomo di Cremona (1514-1519). La prossimità di questo ciclo alla sede della mostra invita a entrare in Cattedrale e ammirare questo memorabile ciclo di affreschi.

L’esposizione si completa con due opere risalenti all’estrema maturità, il Ritratto di gentiluomo di collezione privata, sinora mai esposto al pubblico e, al momento, unico testimone della produzione ritrattistica del pittore, e il frammento restaurato della cosiddetta ‘pala Fodri’. In queste opere, nonostante l’età avanzata, il maestro dimostra di essere aggiornato sulle novità proposte da altri esponenti del Rinascimento padano, per esempio Girolamo Romanino e Altobello Melone, e di essere inserito nei più importanti circuiti cittadini, godendo della stima dei contemporanei.

I risultati delle ricerche sono confluiti in un catalogo, edito da Officina Libraria, corredato da saggi a firma dei curatori e di altri studiosi, accompagnati dalle schede delle opere esposte.

Dettagli

La mostra è stata organizzata dal Museo Diocesano di Cremona con la collaborazione della Soprintendenza ABAP per le province di Cremona, Lodi e Mantova e il patrocinio del Dipartimento di Musicologia e Beni Culturali di Cremona dell’Università degli Studi di Pavia. La direzione scientifica della mostra è affidata al dott. Francesco Ceretti (Università degli Studi di Pavia) e al dott. Filippo Piazza (Soprintendenza ABAP per le province di Brescia e Bergamo), coadiuvati da un comitato scientifico di alto profilo.

Didascalie immagini opere di Boccaccio Boccaccino

(courtesy Ufficio stampa Studio ESSECI di Sergio Campagnolo)

  1. Adorazione dei pastori, 1499-1500 circa,
    Napoli, Museo e Real Bosco di Capodimonte
  2. Madonna col Bambino, 1499-1500 circa,
    Padova, Musei Civici, Museo d’Arte Medioevale e Moderna
  3. Sacra Famiglia con un pastore, 1500-1501 circa,
    Modena, Galleria Estense
  4. San Matteo, 1503 circa,
    Firenze, Gallerie degli Uffizi
  5. San Giovanni Evangelista, 1503 circa,
    Firenze, Gallerie degli Uffizi
  6. Zingarella, 1504-1505 circa,
    Firenze, Gallerie degli Uffizi
  7. Crocifissione con Maria Vergine, santa Maria Maddalena, san Giovanni Evangelista e un donatore, 1507-1508 circa,
    Cremona, Museo Diocesano
  8. Sacra Famiglia con santa Maria Maddalena, 1508,
    Cremona, Museo Diocesano

Dove e quando

Evento:

Indirizzo: Museo Diocesano - Piazza Sant'Antonio Maria Zaccaria, 4 - Cremona
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Fino al: 11 Gennaio, 2026