Conoscete il Vecellio? No, non Tiziano. Intendo Cesare, suo cugino.
Certo, non deve essere stato facile per Cesare (che perfino Wikipedia definisce ‘pittore modesto’) essere il cugino del pittore più famoso – e forse anche il più ricco – di tutto il Cinquecento, di uno che si faceva raccogliere i pennelli da Carlo V. Eppure, dopo aver letto questo libro, anche Cesare Vecellio riacquista tutta la sua dignità: certo, i suoi dipinti non sono mai stati nemmeno lontanamente all’altezza di quelli del più celebre parente, ma lui ha saputo trovarsi (come diremmo oggi) una nicchia di mercato. Lui sarebbe diventato illustratore del nuovo mondo che si stava scoprendo.
Lo racconta Giulia Calvi, storica e autrice – per Il Mulino – di Vestire il mondo. Una storia globale di abiti, corpi, immaginari. Non un libro di storia della moda (o almeno non solo), ma un libro dedicato a come nella prima età moderna si siano comunicati, attraverso mappe, atlanti, trattati e album di disegni, saperi, mode, usanze e mondi lontani. È l’inizio di un mondo globale, di popoli che cominciano a conoscersi l’un l’altro grazie a esplorazioni, missioni, viaggi di piacere e missioni religiose: ognuno di questi viaggi ha portato indietro una piccola miniera di informazioni che Vecellio e gli altri si sono preoccupati di mettere insieme. Non senza fatica, sottolinea lo stesso Cesare: “Niuno potrebbe credere la fatica che io ho durata e massime raccorre i detti habiti, di molti de’ quali a pena si può aver contezza certa, per la lontananza de’ luoghi, e per li paesi incogniti, e alcuni d’essi quasi senza commertio, onde si possa haver commodità di cavarne quelle relationi che bisognano per haverne certezza tale, che se ne possa far fede al mondo.”
Ma non è una questione solo italiana, o europea: tanti sono gli esempi, nel libro, di opere simili prodotte anche in Oriente, o in Estremo Oriente: una prospettiva nuova, più ampia, che permette di decentrare il Rinascimento e di comprendere come l’abito non sia solo un modo di coprirsi, ma una maniera di esprimere la propria cultura, e di aprirsi al mondo. Quando va bene.

Dettagli

Giulia Calvi
Vestire il mondo. Una storia globale di abiti, corpi, immaginari
Il Mulino
pp. 194

https://www.mulino.it/isbn/9788815392404