Quello di Bacon era sempre in disordine, ma camminare lì dentro poteva davvero dare l’impressione di passeggiare nella testa dell’artista irlandese. E il fatto che a volte lo stesso Bacon lo definisse – letteralmente – una discarica deve darci anche un’idea del tormento interiore dell’uomo. Constantin Brancusi, dopo una prima fase parigina trascorsa nell’atelier di Rodin come assistente decise di andarsene perché “non cresce nulla sotto un grande albero” e di mettere radici in uno studio in una stradina di Montparnasse, dove cercava di far dialogare le sue opere, organizzate a gruppi, con lo spazio circostante (oggi lo studio è ricreato all’interno del Centre Pompidou). Di uno degli studi di Caravaggio conosciamo invece l’inventario degli oggetti che conteneva, per una faccenda di affitti non pagati e denuncia per danni. E chissà se aveva ragione quel genio di Leonardo, quando scriveva “le stanze overo abitazioni piccole ravviano lo ‘ngegno, e le grandi lo sviano”?
Dopo Una stanza tutta per sé, che curiosava negli spazi privati di scrittori e scrittrici, Alex Johnson e James Oses ci riprovano con Uno studio tutto per sé, pure questo pubblicato da L’ippocampo e dedicato ai luoghi dove, nei secoli, si sono creati i dipinti, i disegni, le foto e le sculture che amiamo e conosciamo. Così veniamo a sapere che, per esempio, Magritte ha dipinto per anni in un angolo della sala da pranzo del suo modesto appartamento di Bruxelles, e che alla fine della giornata (come chiunque abbia provato almeno una volta a lavorare da casa) era costretto a togliere tutto per poter apparecchiare la tavola. Oppure che, accanto al suo atelier di Giverny, Claude Monet aveva anche una piccola dépendance galleggiante: uno studio allestito in una barchetta verde pallido che lo stesso Monet rese celebre in un suo piccolo dipinto (e che anche il quasi omonimo Manet aveva scelto come soggetto per un suo quadro). Entrare, anche attraverso le pagine di un libro, negli studi dei grandi artisti è in fondo anche un modo di entrare a far parte della genesi di un capolavoro. O sentire più vicino chi l’ha creato. 

Dettagli

Didascalie immagini

  1. Copertina del volume
  2. La pagina dedicata a Michelangelo Merisi da Caravaggio

In prima pagina:
particolare della pagina dedicata a Eugène Delacroix

Scheda libro

Alex Johnson, James Oses
Uno studio tutto per sé
L’ippocampo
pp. 192

Sito web: https://www.ippocampoedizioni.it/articolo/9788867229451

Dove e quando

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