“In controtendenza. Può essere una strategia astuta di investimento in borsa, una scelta di azione imprenditoriale,
militare o politica spregiudicata e lungimirante, oppure semplicemente uno stile di vita e di pensiero. Certamente aprire nel 2020 (anno che, nelle cronache del mondo, resterà marcato dal lockdown globale causa virus) una nuova rivista accademica in un ambito umanistico sostanzialmente di nicchia come la storia della letteratura artistica, della critica d’arte e della metodologia storico-artistica appare fenomeno in controtendenza, tanto più che per scelta concorde di ideatore ed editore questa è una rivista cartacea prima che digitale, pensata consapevolmente in un’ottica europea, occidentale, dialogante con la grande tradizione culturale asiatica, ma – io lo rivendico con decisione – non per questo astrattamente globalista.”
Apre così l’editoriale di Κριτική – rivista neonata diretta da Giovanna Perini Folesani – che spiega e racconta cosa trovare dietro e dentro questo nuovo gioiello che definisce appunto “in controtendenza”.
In un 2020 che ci ha scavati, segnati, che qualcosa ha sicuramente cambiato e smosso delle coscienze e negli animi, non era di certo scontato tirare fuori dal cilindro una rivista accademica di settore (cartacea prima che digitale) eppure… benvenuta Κριτική.
Κριτική infatti è una rivista con scadenza annuale, la cui pubblicazione è stata realizzata con il contributo parziale dell’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo – Dipartimento di Studi Umanistici Curam – Centro Universitario per la Ricerca Avanzata nella Metodologia storico-artistica.
Questa nuovo periodico vuole alimentare e far crescere la ricerca – nazionale ed internazionale – così come il dibattito e il confronto metodologico, nell’ambito della storia della letteratura artistica e della critica d’arte. Spaziando dall’antichità greco-romana al contemporaneo (non oltre il Novecento), con preferenza per l’ambito medievale e moderno, si tiene fuori da ottiche di scuola, di corporazione o di mercato favorendo altresì l’approccio multidisciplinare mirato.
Come a voler dare una spinta e incoraggiare quel senso critico che in un questo momento appare annebbiato, tenendo fede ad un impegno di sviluppo metodologico, applicabile anche al di fuori del solo campo storico-artistico, la nuova rivista è figlia di una volontà che – prorompente – ha messo da parte paure e barriere (che inevitabilmente questo virus ha contribuito ad innalzare).
Κριτική è il frutto di una convinzione che si fonda su tre pilastri: la memoria – che vuol dire Storia ma anche conoscenza ideale; l’etica come prassi – che vuol dire anche riflessione sulla Natura come bellezza e come habitat; la critica – che è strumento di intelligenza, comprensione intellettuale, libertà e controllo emotivo.

Perché Κριτική?
Giovanna Perini Folesani, direttore della rivista, lo spiega: “Perché a differenza della fede, la critica – come l’etica – è estranea al potere.”
La Perini Folesani Scrive e ribadisce di aver scelto una parola greca – per di più scritta in caratteri greci – per ricordare a tutti che la cultura europea e occidentale è di matrice ellenica. Termini quali critica, politica, ecosistema, ottica, dialettica (e tanti tanti altri ancora) sono tutte parole di derivazione greca. In italiano – come in tutte le altre lingue europee – si adattano ciascuna al proprio sistema fonetico, ortografico e flessionale, perché ben prima dell’inglese, del francese, dell’italiano, del tedesco o dello spagnolo, è stato il greco a dar forma al lessico intellettuale europeo.
Cercare di recuperare e poi sviluppare le ragioni e il senso profondo della nostra identità culturale, questo è quello che si deve fare e si può… partendo dalla Critica e dalla Storia e non per trincerarsi nel passato ma per essere propositivi e innovativi – nel presente e nel futuro – e per farlo non si possono escludere discipline affini.
La rivista scommette sulla necessità obiettiva e concreta di un’azione controcorrente, aliena alle logiche omertose delle scuole e delle associazioni e alla finta imparzialità della revisione paritaria (…peer reviewing), troppo spesso pilotata e manipolata, ribadendo la necessità di garantire l’indipendenza e la competenza delle scelte, dall’interno e non dall’esterno di una rivista.
“É perciò arrivato il momento di contrastare apertamente questo andazzo, dichiarandolo e dimostrando che l’unica, vera garanzia di qualità è il giudizio onesto di persone competenti che sanno assumersi le proprie responsabilità, senza giocare a scaricabarile: nel suo piccolo campo di competenza, questa rivista nasce anche per questo, con la speranza che il secondo numero sarà meglio del primo e il terzo meglio del secondo, il che sarà responsabilità di tutti – mentre di questo numero, quasi un “calcio d’avvio”, la responsabilità, lo ammetto, è solo mia.”
Cosa aggiungere per festeggiare Κριτική, questa nuova arrivata che con sé porterà sempre il sapore di scommessa e di rilancio, di controtendenza e di estraneità alle “logiche di mercato”, fosse solo per quel “Anno I – 2020” che, ben stampato sulla prima pagina dell’editoriale, la dice lunga sulla storia che questo nuovo periodo vuole e deve raccontare?
La rivista è edita da Casa Editrice Leo S. Olschki – Firenze.
Didascalie immagini
- Copertina della rivista Kριτική – Anno I – 2020
- Domenico Ghirlandaio, Adorazione dei Magi, 1488, Firenze, Museo degli Innocenti
(fonte)
IN COPERTINA
Particolare del primo numero della rivista