In fondo è tutta colpa di Giove: fu lui che – in un momento d’ira – decise di tagliare a metà l’androgino condannando uomini e donne ad una vita da separati. E da allora che uomini e donne cercano costantemente di ritrovare l’uno, abbracciandosi. E le persone si abbracciano da sempre: gli antichi romani abbracciano i figli per riconoscerli, Maria abbraccia santa Elisabetta, Tristano abbraccia Isotta, si abbracciano da secoli i quattro Tetrarchi all’angolo della basilica di san Marco a Venezia. Negli affreschi del castello della Manta, poi, si abbracciano tutti, volenti o nolenti. Ecco, nel Medioevo gli abbracci sono praticamente all’ordine del giorno, talmente fondamentali che Virtus Zallot, docente di storia dell’arte medievale all’accademia di Belle Arti di Brescia, ha deciso di dedicare loro un intero libro, Un Medioevo di abbracci, Non solo d’amore, non solo umani (Il Mulino).
In questo, c’è da dire, siamo facilitati da una certa abbondanza iconografica: su capitelli e manoscritti, nelle vetrate e negli affreschi c’è una fitta documentazione che ci fa comprendere quanto gli abbracci fossero parte integrante della vita (e della morte) dei nostri antenati medievali. Sono gli abbracci che si danno gli amanti, quelli che in certi manoscritti francesi mostrano addirittura il momento della procreazione – niente di pruriginoso, sono tutti vestiti – quelli leciti o quelli peccaminosi tra fedifraghi. E poi ci sono gli abbracci che gli adulti danno ai bambini, anzi: gli abbracci che le mamme danno ai bambini. Sì, perché in quasi tutta l’arte e la letteratura medievale gli uomini non abbracciano i bambini; quelle sono (e resteranno per secoli, a onor del vero) cose da donne.

Sono tanti i sentimenti che l’immaginario medievale esprime attraverso un abbraccio: la croce si abbraccia, metaforicamente o meno, c’è un eretico che, ascoltate le parole di sant’Ambrogio, “abbracciò la fede che aveva sempre odiata”, mentre c’è san Francesco che, vedendosi servire un vino di qualità troppo elevata “si autocensurò dichiarando a sé stesso: non è questa la vita da povero da te abbracciata”. È insomma quello degli abbracci è un universo quanto mai vario, lontano nel tempo ma sorprendentemente attuale.  

Dettagli

Virtus Zallot
Un Medioevo di abbracci. Non solo d’amore, non solo umani
Il Mulino
pp. 240

Sito web: https://www.mulino.it/isbn/9788815388803#

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