
La storia toscana pullula di figure straordinarie che non hanno ricevuto la dovuta attenzione, almeno al di fuori delle ristrettissime cerchie di studiosi. Per Vittorio Fossombroni (Arezzo, 1754 – Firenze, 1844) l’oblio è stato spazzato via da Eugenio Giani (presidente della Regione Toscana dal 2020) e Massimo Sandrelli (giornalista appassionato di storia, produttore televisivo e autore, grande tifoso della Fiorentina) pubblicando, con le edizioni di Mauro Pagliai, “Tra i granduchi e Napoleone: Vittorio Fossombroni e la Toscana” dove sono narrate le imprese che lo elevarono, in campo scientifico e politico, nel novero degli illustri ottocenteschi.
Laureato in giurisprudenza, matematico, studioso di idraulica, durante il granducato di Pietro Leopoldo di Lorena, progettò e diresse i lavori di bonifica della Val di Chiana (parentesi per ricordare che nel 1790, lo stesso Pietro Leopoldo, salendo al trono di Imperatore dei Romani, Arciduca d’Austria, re di Ungheria e Boemia, abdicò quello granducale in favore del secondogenito, posto che al primogenito era riservata la successione ai titoli sovrani asburgici) e Ferdinando III, succeduto al padre, vide in Fossombroni la figura di candidato ideale per mediare con Napoleone Bonaparte che stava minacciando di occupare militarmente la Toscana.
Proprio con tale incarico elaborò un breve, quanto incisivo scritto che, seppur inefficace all’atto pratico, resta memorabile.
La lettera, intitolata Oracle sur la Toscane (“Oracolo sulla Toscana”) e interamente riprodotta nel volume, gli valse la stima del Generale francese che, una volta Imperatore e Re d’Italia, lo volle a Parigi conferendogli il titolo di senatore e conte dell’Impero.
Al ministro Fossombroni non mancarono, in vita, riconoscimenti pubblici e onoreficenze di ogni tipo, ricoprendo poi importanti incarichi istituzionali. Il suo impegno nelle riforme, nella gestione economica e nella realizzazione di importanti infrastrutture lo fecero apprezzare in tutta Europa e oltre.
Alla parola Europa, consentite un ultimo inciso: oggi 5 febbraio 2026, una figura così farebbe comodo, parecchio!