«Si può ricavare una “morale” antifascista dalla storia dell’irrequieto Sebastiano, tredicesimo di una covata che avrebbe dovuto essere, abitualmente, di dodici uova. L’avventuroso galletto è l’imprevisto, l’irregolare, il fuori schema che terrà fede all’originalità della sua nascita fuggendo avventurosamente nel mondo, alla scoperta dell’altro, con una forte propensione per l’insolito e per l’esotico, mettendosi alla prova in cento incontri e in cento esperienze» (dalla prefazione di Goffredo Fofi).

Domenica scorsa, abbiamo ricordato il centenaio della morte di Piero Gobetti e nell’articolo odierno – per la rubrica del giovedì – abbiamo scelto «Storia del gallo Sebastiano» scritto dalla vedova Ada (pubblicato per la prima volta da Garzanti nel 1940), delle Edizioni Gobettiane (2019, per i tipi di Edizioni di Storia e Letteratura).
Ada Prospero (Torino, 23 luglio 1902 – 14 marzo 1968), sposò Piero l’11 gennaio 1923, il loro fu un grande amore che divenne sodalizio umano e politico condividendo le lotte operaie e sociali di Torino del 1918-1920.
Ada scrisse su “Energie Nove”, la prima rivista di Gobetti; collaborò a “La Rivoluzione Liberale” e al “Baretti”; seguì la casa editrice, fondata nel 1923. Purtroppo la tragedia era in agguato e, il 28 dicembre 1925, quando nacque il figlio Paolo, da pochi giorni “La Rivoluzione Liberale” aveva cessato le pubblicazioni e Gobetti si era convinto all’esilio. Il 3 febbraio 1926 parti per Parigi così da continuare all’estero la sua attività di editore. Un progetto incompiuto per la prematura scomparsa del giovane che muore nella notte tra il 15 e 16 febbraio per le complicazioni di una malattia cardiaca.
Dopo la morte del marito per mano fascista, Ada fu una delle eroine della Resistenza e la sua casa divenne un punto di riferimento per l’antifascismo intellettuale e gli ambienti legati al movimento Giustizia e libertà. Dopo la guerra, collaborò con molti giornali e affiancò al costante impegno letterario l’interesse per la pedagogia. Tra le sue opere: Non lasciamoli soli. Consigli ai genitori per l’educazione dei figli, Torino 1958; Vivere insieme. Corso di educazione civica, Torino 1967; Educare per emancipare. Scritti pedagogici 1953-1968, Manduria 1982.
Tornando a «Storia del gallo Sebastiano», un volume prezioso, destinato ai bambini sopra gli otto anni, ma da leggere con un adulto per apprezzare interamente la vicenda del protagonista, bizzarro e diverso dai suoi fratelli, è l’ultimo nato da una covata di tredici uova.  Anticonformista, ribelle, ma soprattutto curioso, Sebastiano vuole conoscere il mondo e parte inanellando una serie di peripezie degne d’un romanzo d’avventura. Accanto a lui, i Vitelli un po’ sciocchi e i Conigli troppo docili, i Porcelli malvagi, il Cane Bernardoco, l’arguta Gatta Matúa, il gallo filosofo Calisto.
Sebastiano affronta con coraggio e ottimismo i principali problemi dell’infanzia e della prima adolescenza, e ne trae una sua concezione della vita, originale e non priva di domande: come possiamo farci capire dagli altri? E resistere alla solitudine? Che vuol dire essere diversi? Cosa possiamo fare per andare tutti d’accordo anche se la pensiamo in modo opposto?
Ada Gobetti indicò, con questa storia per ragazzi, la parabola di una coscienza che si forma nel rispetto del vivere civile, in un mondo non privo di pericoli, ma dalle grandi sorprese.