Di casa, dell’adolescenza, di genere, dell’indifferenza e, ancora, della vita e del fine vita, del lutto e della memoria, ma anche cinematografiche e musicali; queste sono solo alcune delle dodici soglie che il lettore si troverà a “esplorare” nel libro di Antonella Garofalo, e lo farà coadiuvato da un mezzo ulteriore rispetto alle parole scritte o le metafore accuratamente scelte, vale a dire le opere d’arte. In questo saggio, infatti, tutti i riferimenti iconografici, meticolosamente selezionati dall’Autrice, ci invitano, talvolta ci sfidano perfino, a varcare le soglie dell’esistere umano (intese ora come confine, ora come limite, ora come transito), permettendoci di sperimentare una nuova, profonda e intima modalità di comprensione del sé.

Antonella Garofalo, medico psichiatra e psicoterapeuta. Impegnata da sempre ad approfondire problematiche di tipo psicopatologico e antropofenomenico in chiave interdisciplinare, in questo saggio l’Autrice si affida al potere visivo dell’arte.

«Il mio interesse per l’arte è, diciamo, connaturato. Ho sempre cercato di sintetizzare le cose che scrivevo con un quadro o, più in generale, un’immagine. Provengo da una famiglia di artisti vari, motivo per cui mi ha sempre affascinato l’arte; la trovo una forma di comunicazione molto diretta perché utile a sintetizzare: il visivo riesce a fare comprendere meglio dei concetti più difficili e complessi».

Soglia: declinazioni e significati

«Avevo in mente di scrivere qualcosa sul fine vita, sulla morte (argomenti che, al giorno d’oggi, paiono superati) e l’esigenza di far capire immediatamente mi ha riportato all’arte; ma invece che chiamarlo “della morte, del morire” o meno, siccome si nasce attraverso una soglia, si muore e se ne attraversa un’altra, è venuta da sé l’idea di scandire la soglia nelle varie declinazioni del percorso esistenziale dell’uomo».

«Ho pensato alla tela di Caspar David Friedrich, Viandante sul mare di nebbia, quale leitmotiv che viene ripreso su più soglie. Proprio perché ciascuno di noi si può identificare con il personaggio che è di spalle: ogni osservatore si raffigura come viandante in procinto di iniziare il proprio viaggio, metafora dell’esistenza, di fronte al quale si stagliano, incerte e nebulose, infinite soglie che attendono di essere varcate».  

Fin dal titolo stesso del saggio allora, viene figurativamente richiamata alla mente del lettore l’immagine di una porta da concepire non nella sterile forma geometrica di una parete divisoria, ma come possibilità di uno scambio continuo; la soglia ha la capacità di annullare la separazione tra l’interno e l’esterno, tra un mondo visibile e un altro solo percettibile, tra noi stessi e gli altri.

«È congiunzione tra un prima e un dopo, da una stanza all’altra, un’età e un’altra. La soglia è il momento del passaggio dall’una all’altra delle tappe fondamentali della nostra esistenza. Essa non divide, piuttosto mette in comunicazione».

Al confine tra scrittura e immagine

La particolare metodologia narrativa utilizzata dall’Autrice dimostra come le immagini non sono soltanto un mezzo descrittivo-illustrativo, ma svolgono un ruolo determinante per l’analisi dei concetti di volta in volta espressi.

«L’immagine è una cartina al tornasole di quello che scrivo. Tanto che, come affermo nel saggio, di ogni tela do una lettura personale, dettata da ciò che l’immagine in sé ha sollecitato al mio sguardo, aiutandomi a rendere visibile la mia scrittura. In questo senso, quasi in modo simultaneo, alla scrittura delle mie riflessioni si è unita la ricerca accurata di ogni rappresentazione iconografica che potesse, così, sintetizzare e trasmettere immediatamente al lettore il senso profondo delle parole».

Riscoprire la dimensione intima dell’empatia

Soglie rispecchia un procedimento cognitivo di tipo quasi scientifico, che valorizza non soltanto la ragione ma anche le emozioni.

«Diciamo che le emozioni vanno trasmesse. Ricordo che, non di rado, durante i seminari cui prendo parte mi viene riferito: “si vede che lei crede in quello che dice”. A volte il relatore non riesce ad attirare l’attenzione della persona perché racconta semplicemente delle cose; io, per una serie fortuita di motivi, ho avuto la possibilità di intercettare pazienti con esperienze di vita talmente ricche di vicissitudini che mi hanno fatto avvicinare a questa modalità di tipo empatico, ed è un valore aggiunto nelle mie relazioni terapeutiche».

Capacità di immedesimarsi, di far propri gli stati d’animo altrui, dunque, proprio grazie all’immaginazione utilizzata come strumento per scorgere in sé quello che i limiti di un atteggiamento puramente coscienziale, non potrebbero cogliere.

L’arte: un mezzo di riflessione sul sé

L’impiego di un certo tipo di immagine (l’arte iconografica, scultorea o cinematografica) impone di fermarsi un attimo e ritrovare una pausa di riflessione nell’odierna “società della vista” in cui la proliferazione costante di immagini ci pone di fonte a “soglie” negative che confondono, condizionano ma soprattutto creano bisogni.

«La lettura che io ho dato delle opere viene condivisa; ma non in quanto la mia sia LA lettura per definizione, piuttosto perché ha offerto una modalità di decifrare un’immagine, vista in un certo modo, in maniera empatica. Questo stimola le altre persone a vedere quelle cose o altro, le abitua ad usare una tecnica diversa per approcciarsi alle cose, non solo al libro. Può essere per loro anche una modalità di affrontare la vita, o altre esperienze che incontreranno nel corso della vita».

Non fermarsi alla superficie delle cose, dunque, ma cercare di ragionare, andare in profondità anche di sé stessi e, perciò, conoscersi meglio.

«L’obiettivo è quello di far riflettere le persone, far loro assaporare un altro modo di guardare ai fatti della vita e avvicinarle un po’ all’arte e un po’ all’introspezione».

L’Autrice varca insieme al lettore la soglia del mero significato testuale delle parole e lo spinge a ricercare un punto di vista emotivo/interno, in cui le immagini rievocate dalla sua mente danno forma visibile all’invisibile.

Dettagli

Antonella Garofalo
Soglie
Percorsi di lettura tra inizio e fine vita

Prefazione di Alfonso M. Iacono
Pagine 196, illustrato
Edizioni Ets
Isbn 9788846753984

Dove e quando

prossime presentazioni del libro

  • 14 settembre 2022
    Centro Pastorale Culturale “Le Mantellate”
    Piazza Caduti Divisione Acqui Cefalonia Corfù, 19
    Pontedera PI
  • 26 settembre 2022
    libreria la Feltrinelli
    Corso Italia, 50
    Pisa

Didascalie immagini

  1. Copertina del volume
  2. Caspar David Friedrich, Viandante sul mare di nebbia, 1817 ca.,
    olio su tela, Hamburger Kunsthalle, Amburgo
    (fonte)

 

In copertina

Caspar David Friedrich, Viandante sul mare di nebbia, 1817 ca.,
olio su tela, Hamburger Kunsthalle, Amburgo
[particolare]