Il nuovo lavoro di Alessandra Giannotti, appena pubblicato dalla Casa Editrice Leo S. Olschki, non è solo per noi fiorentini, ma per chi, appassionato di storia, ogni tanto chiude gli occhi e immagina situazioni rinascimentali intime e private come, a esempio, la preghiera, la meditazione e a quei piccoli tesori a esse legati oppure dal significato apotropaico.

Sculture in terracotta. Devozione nella casa fiorentina del Rinascimento” è perfetto per tutti quelli che non hanno letto, ma “bevuto” più volte una riedizione de “La casa fiorentina e i suoi arredi nei secoli XIV e XV”  pubblicato da Attilio Schiaparelli nel 1908 dove, lo studioso, fondava la sua indagine su puntuali esemplificazioni inventariali e campionature iconografiche declinate in dettagliati approfondimenti sugli ambienti, sulle funzioni, sui materiali e sulle decorazioni di nobili residenze. Il coronamento del fervore storicistico ottocentesco ove, Firenze, avvalorava i suoi punti di forza nelle suggestive restituzioni romantiche cresciute all’ombra del «culto per gli uomini illustri e la storia della “nazione” toscana» promosse da Giuseppe Bezzuoli, narratore di ambientazioni revivalistiche, e perfezionate da Stefano Ussi, regista di scenografici allestimenti neorinascimentali.
Una scrupolosa osservanza della ricostruzione d’ambiente e, tale attenzione per la storia rinascimentale, spesso connessa con la produzione letteraria del momento, portò sulle rive dell’Arno i pittori di storia a condurre le loro opere a un passo dal pastiche e dal falso finendo, spesso, per accostarsi a quel mondo di artigiani e restauratori locali che, se da un lato rinfocolava il mito della ‘bottega’, dove rivivevano tecniche e modelli della gloriosa tradizione medievale e rinascimentale fiorentina, dall’altro offriva linfa vitale per spregiudicati antiquari e falsari.
In tale contesto, limitandosi alle sole suppellettili, ciò si specchia, per esempio, nella filologica disposizione delle opere: piccole sculture e maioliche, poste in vetta ad alti mobili architettonici, sopra le trabeazioni delle porte o sulle mensole dei monumentali camini.
Di tali opere, esaminate per autografia, iconografia, patinatura, collocazione e committenza, Alessandra Giannotti focalizza anche sulla fortunata stagione internazionale otto novecentesca promossa da antiquari quali Stefano Bardini ed Elia Volpi, da studiosi come Henry Cole, John Charles Robinson e Wilhelm von Bode. Un periodo dove fu protagonista anche la vivacissima comunità anglosassone presente a Firenze (Herbert Percy Horne, Charles Loeser, Hortense Mitchell e Arthur Acton), ottenendo una legittimazione estetica che contribuì a determinare l’accesso di piccole sculture fittili, di incerta attribuzione, nelle principali collezioni europee e americane.

Dettagli

Alessandra Giannotti
Sculture in terracotta
Devozione nella casa fiorentina del Rinascimento
pagine 110 con 50 figg. a colori n.t.
Casa Editrice Leo S. Olschki
Isbn: 9788822267771

Didascalia immagine
la copertina del libro con l’opera
Agnolo di Polo de’ Vetri, San Girolamo penitente
Villa La Pietra, New York University, Collezione Acton, Firenze
© New York University, The Acton Photograph Archive
Villa La Pietra, Firenze
foto Giorgio Misirlis
courtesy Casa Editrice Leo S. Olschki