
Come un goloso che mangerebbe un piatto di spaghetti al pomodoro con contorno di lasagna, mi piacciono i libri che parlano di libri, che siano romanzi, manuali di scrittura, biografie di scrittori, raccolte di aneddoti o tutto questo insieme, non mi basta mai. E allora ho letto con gran piacere, anche perché è una lettura che si può sbocconcellare quando se ne ha voglia, e tempo, Scrivere è l’infinito. Metodi, rituali, manie dei grandi narratori, l’opera di Mariano Sabatini pubblicata da Vallecchi. Qui l’autore, che è un po’ un onnivoro, avendo lavorato per quotidiani, periodici, programmi radio e tv (oltre che scrivere libri e racconti) fa quello che ogni appassionato di lettura vorrebbe fare, o sentirsi raccontare, e ha messo insieme le testimonianze di più di cento scrittori, da Valerio Massimo Manfredi a Licia Troisi, da Simonetta Agnello Hornby a Paolo di Paolo, da Gianrico Carofiglio a Maurizio de Giovanni, tutte legate all’universo dello scrivere. Provate per esempio a indovinare a chi sono legate queste due citazioni:
“Non mi metto mai davanti allo schermo se non ho una storia da raccontare, una frase da correggere o un personaggio a cui trovare un corpo e un nome. Eludo i periodi vuoti semplicemente non scrivendo. A volte questi periodi di astinenza durano mesi, perfino un anno”
“Una volta determinata la trama, e raccolti gli elementi che mi servono con approfondite ricerche, prendo un foglio A3 e lo metto in orizzontale. Poi individuo le narrazioni, storia principale, seconda storia, personaggi che hanno bisogno di una narrazione specifica, e sotto questi titoli indico i singoli argomenti che diventeranno capitoli. A quel punto, inizio a scrivere cancellando di volta in volta in capitoli”.
E poi c’è l’annosa questione che riguarda quando scrivere: meglio la mattina o la sera? Scrivere a mano o col computer, o tutti e due? E come superare il panico della pagina bianca, o dove andare a pescare l’ispirazione? Oppure, scrivere nel silenzio più assoluto o circondato dai rumori? Sarà curioso scoprire che alcune delle idiosincrasie degli scrittori più celebrati degli ultimi tempi sono le stesse di chiunque si trovi nella condizione di scrivere un qualsiasi testo. Certo, nella maggior parte dei casi le similitudini si fermano qui.