Devo confessare che ho avuto un po’ di timore nell’aprire per la prima volta il nuovo libro di Paolo Portoghesi, Roma/amoR. Memoria, racconto, speranza, edito da Marsilio: superficialmente pensavo che fosse un testo molto tecnico, molto architettonico, un po’ respingente nei confronti di chi non è cresciuto a pane e AutoCAD. E invece mi sbagliavo, eccome se mi sbagliavo. E non sono mai stata così soddisfatta dell’essermi sbagliata nei confronti di un libro.
Roma/amoR, con il suo bagaglio di quasi quattrocento pagine, si legge piacevolmente e con curiosità, saltando con facilità tra Caravaggio e le poesie di Belli – ma anche quelle, bellissime, di Mario dell’Arco – i ricordi d’infanzia e la cucina tipica, i progetti (anche quelli mai realizzati, realizzati solo in parte o travisati) e Pasolini: il filo conduttore è la vita e la carriera di Paolo Portoghesi, celeberrimo architetto e storico dell’architettura che ha progettato edifici per quasi tutte le regioni italiane ma che ha legato il suo nome in modo indissolubile alla città che lo ha visto nascere nel 1931.
Quello con Roma è un rapporto viscerale, che si costruisce pian piano e che si allarga a macchia d’olio seguendo le uscite del piccolo Paolo: “La percezione della città si è formata nella mia mente infantile attorno al nucleo centrale degli spazi della casa come un tessuto continuo e avvolgente fatto di itinerari fissi […]. Queste pause contemplative hanno svolto un ruolo fondamentale nella lenta costruzione dell’immagine di quella che stava diventando la mia città, alla quale mi decidevo gradualmente di dare del tu” e che di volta in volta si configura come una relazione sospesa tra rancore e affezione, proprio come per lo stesso Pasolini che scriveva “sembro provare odio, e invece scrivo dei versi pieni di puntale amore”. È forse anche per questo che lo stesso titolo richiama la città ed il suo contrario, il nome segreto che una volta era noto solo a pochi eletti: è forse, in ultima analisi, un nome misterioso che ognuno deve scoprire in sé, nel suo rapporto con Roma, e riempire di significato… qual è il vostro racconto?

Paolo Portoghesi
Roma/amoR. Memoria, racconto, speranza
pp. 398
Marsilio

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