Diciamoci la verità: quante volte, osservando un ritratto, abbiamo pensato di poter interpretare i pensieri di chi è finito eternato sulla tela, dando un significato ai mezzi sorrisi, gli sguardi timidi o sfacciati, le movenze delle mani, l’atteggiamento del volto? Nemmeno Costantino D’Orazio ha resistito, dando (finalmente) voce a tutti coloro che hanno avuto la grande fortuna di farsi ritrarre da Raffaello Sanzio e, nel suo Raffaello. Il giovane favoloso (edito da Skira) ci mette a parte dei pensieri più o meno reconditi di Maddalena Strozzi e papa Giulio II, Andrea Navagero e Agostino Beazzano, Angolo Doni e Imperia, sottolineando come il maestro abbia per ognuno realizzato “un’effigie che non è mai celebrativa, bensì mostra le loro fragilità. I committenti sembrano quasi spogliarsi della loro uniforme ufficiale e mettersi a disposizione del suo sguardo sottile e indagatore”.
Leggiamo così di Perugino che pensa di allevarsi in casa un buon aiuto e invece non si accorge di avere un temibile rivale (“sospettai che avesse voluto prendersi gioco di me e, a così breve distanza, dimostrare che il suo maestro dipingeva in modo ormai antiquato”), o di Tommaso Inghirami che, a causa del suo strabismo, non aveva mai voluto posare di fronte ad un pittore. Sarà solo Raffaello, che lo conosce alla perfezione, ad avere un guizzo geniale: “Guarda in alto, come un evangelista che sta ricevendo l’ispirazione. La metafora mi ha convinto subito. Il risultato mi ha sorpreso. Quando vedranno il mio volto tra Cinquecento anni, in quanti capiranno che ero strabico? Raffaello ha trattato con assoluta dolcezza il mio cruccio, l’ha smussato nobilitando la mia figura con un gesto intimo e privato”.
Il bello di queste pagine è che, attraverso la voce di ognuno di loro riusciamo a tracciare anche noi un ritratto, ma dello stesso Raffaello, della sua personalità e dei suoi desideri, e di qualche aspetto della sua vita che può sembrare a prima vista inconfessabile… dopotutto, il destino di chi ha messo tutto sé stesso nell’arte è di ritrovarsi negli occhi che lo hanno scrutato mentre dipingeva.

IN COPERTINA
Raffaello Sanzio, Ritratto di Bindo Altoviti
[particolare]

Costantino D’Orazio
Raffaello. Il giovane favoloso
pp. 184
Skira

Dove e quando