È stata prorogata fino al 30 agosto la mostra Raffaello 1520-1483 della quale vi parlato Cinzia nel suo articolo pubblicato proprio nei giorni in cui, per effetto del DPCM dell’8 marzo 2020, anche l’esposizione delle Scuderie del Quirinale è stata costretta alla chiusura forzata.
Per chi non potrà recarsi a Roma durante questa anomala estate 2020 ma vorrà comunque approfondire gli spunti offerti dalla mostra, Skira ha edito il catalogo curato da Marzia Faietti e Matteo Lafranconi, affiancati da un’equipe di studiosi e da un comitato scientifico internazionale presieduto da Sylvia Ferino-Pagden. Il volume illustra la figura di Raffaello nella sua pienezza di uomo del Rinascimento, impegnato nella ricerca e nella tutela del bello in ogni sua attività, dall’espressione pittorica allo svolgimento dell’incarico di prefetto alle Antichità dello Stato della Chiesa. Ogni sezione è aperta dal saggio di uno studioso e completato dalle schede con la descrizione delle opere esposte in mostra.

Dalla copertina del volume, a osservarci con uno sguardo che ben descrive “il dono della grazia delle teste” che Vasari attribuisce all’artista, è proprio il Raffaello dell’autoritratto conservato presso la Galleria degli Uffizi, istituzione organizzatrice dell’evento assieme alle Scuderie del Quirinale. È infatti Marzia Faietti, curatrice della mostra e funzionaria della Galleria fiorentina, ad aprire con il suo saggio i contributi in catalogo, che vi anticipiamo essere densi di spunti e riflessioni seppure non potremo ovviamente citarli tutti in questo articolo.
Come vi ha anticipato Cinzia, il comitato scientifico ha scelto di dare un taglio inusuale all’esposizione che, partendo dall’apice della fama di Raffaello, ne sviluppa un viaggio a ritroso fino alle origini, per ritrovare nelle tappe del percorso dell’artista le radici delle sue principali innovazioni.
Anche Mariza Faietti nel suo testo sceglie una via inusuale ed interessante, sviluppando alcune riflessioni sull’arte di Raffaello a partire da citazioni a lui riferite da parte d’illustri del suo tempo come Baldassarre Castiglione, o dai primi intellettuali che cercarono di definirne la portata artistica come Lodovico Dolce e Giorgio Vasari.

Divenuto ben presto una celebrità del suo tempo, la morte precoce dell’artista fu l’occasione per creare un vero e proprio mito intessuto di dettagli più simbolici che realistici, sui quali cerca di porre luce l’altro curatore nonché direttore delle Scuderie del Quirinale, Matteo Lafranconi.
È quindi a Roma, città eterna, che Raffaello incontra la fama che a sua volta lo rese eterno. È qui che, più che altrove, si nutre profondamente di classicità, una classicità che permea non solo nel suo stile ma negli interessi tutti, sino all’impegno in difesa del bello per “La conservazione dei Monumenti, e delle produzioni delle Belle Arti, che ad onta dell’edacità del tempo sono a noi pervenute”, per citare l’incipit della celebre lettera a Leone X della quale parla il contributo di Francesco P. Di Teodoro.

L’interesse per l’antico è presente fino agli epiloghi dell’arte di Raffaello come evidenzia poi Vincenzo Farinella nel suo saggio; permea ad esempio nella raffigurazione della Battaglia di Costantino, ultima grande invenzione per la più monumentale e la più importante delle Stanze Vaticane: “La monumentale Battaglia di Costantino è stata concepita mettendo a frutto gli studi compiuti da Raffaello negli anni precedenti sui rilievi dell’arco di Costantino, sul fregio della Colonna Traiana e sui sarcofagi di battaglia” costruendo un ideale continuum con la storia della Città Eterna.
Sempre Farinella ricorda infatti come ad Urbino il giovane pittore avesse potuto toccare con mano il culto per l’arte antica che aveva cambiato il Quattrocento, ma anche come per studiare gli originali classici fosse necessario viaggiare fuori dalla patria d’origine. Già nei suoi primi disegni colpisce poi, continua ancora Farinella: “la capacità rivelata dal giovane Raffaello di guardare all’antico con un’attenzione non da semplice artista, affascinato da puri motivi formali, ma con l’acribia di un antiquario”.

Ai suoi libri di disegni, dei quali si conosce molto poco, è dedicato un saggio specifico a cura di Arnold Nesselrath.
Gli aspetti dell’arte dell’urbinate indagati sono quindi vari altri ed eterogenei, per citarne solo alcuni si parla del Raffaello architetto, ma anche dei suoi sonetti appuntati su alcuni fogli contenenti schizzi riconducibili all’impresa pittorica della Stanza della Segnatura.

Da Roma, facendo un passo indietro, si giunge poi a Firenze dove domina il rapporto con la scultura quattrocentesca illustrato nel saggio di Alessandro Nova, fino ai luoghi d’origine Urbino, Città di Castello, Perugia dove protagonista è un “Raffaello giovanissimo” che ci riporta così all’incipit dell’attività dell’artista, per noi conclusione di questo viaggio.

“Quando ammiri una statua antica, ringrazia
Raffaello. È lui che t’ha spiegato nella tua lingua
la bellezza di quella statua

Ugo Ojetti (1920)

Didascalie immagini

1. Raffaello 1520–1483
a cura di Marzia Faietti e Matteo Lafranconi
con Francesco P. Di Teodoro, Vincenzo Farinella
Presidente del Comitato scientifico Sylvia Ferino-Pagden
pp. 544
Skira
ISBN 978-88-572-4308-5

2. Raffaello
Madonna con il bambino (Madonna del Granduca)
1506-1507
olio su tavola di pioppo
Firenze, Gallerie degli Uffizi
Gabinetto fotografico delle Gallerie degli Uffizi – Su concessione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo

3. Manifattura di Pieter van Aeist
Il Sacrificio di Lystra
1517-1519
ordito: lana
Città del Vaticano, Musei Vaticani, Pinacoteca Vaticana, Salone di Raffaello
Foto © Governatorato S. C. V. – Direzione dei Musei

4. Raffaello
Madonna dell’Impannata
1511
olio su tavola
Firenze, Gallerie degli Uffizi, Galleria Palatina
Gabinetto fotografico delle Gallerie degli Uffizi – Su concessione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo

5. Raffaello
Ritratto di donna nei panni di Venere (“Fornarina”)
1519-1520 circa
olio su tavola
Roma, Gallerie Nazionali d’Arte Antica di Roma, Barberini
Gallerie Nazionali di Arte Antica, Roma (MIBACT) – Biblioteca Hertziana, Istituto Max Planck per la storia dell’arte/Enrico Fontolan

IN COPERTINA
Raffaello
Madonna con il bambino (Madonna del Granduca)
1506-1507
olio su tavola di pioppo
Firenze, Gallerie degli Uffizi
Gabinetto fotografico delle Gallerie degli Uffizi – Su concessione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo
[particolare]

Dove e quando

Evento: Raffaello 1520–1483
  • Fino al: – 30 August, 2020
  • Indirizzo: Roma – Scuderie del Quirinale
  • Sito web