
Indubbiamente non un libro da leggere sotto l’ombrellone, ma, arrivando all’ultima pagina, c’è la soddisfazione derivante dalla consapevolezza di aver acquisito “anticorpi” al dilagare subdolo, e inarrestabile, dell’AI.
“Principi e questioni di critica testuale” di Paolo Mari (Edizioni di Storia e Letteratura) è, infatti, dedicato all’esame dei più comuni principi della disciplina filologica illustrando, con numerosi esempi, il rilievo dell’interpretazione nella recensione testuale.
Altro punto focale è delineare lo scopo dell’edizione critica, la metodologia della costruzione dello stemma, la rilevanza degli errori congiuntivi e significativi, i testi non archetipici, le varianti d’autore. Inoltre, affronta anche molte questioni dibattute nella dottrina, quali le varianti adiafore, la differenza fra errore e lapsus, la specificità dei Canzonieri, gli stemmi bipartiti, la filologia e l’informatica, le congetture, la filologia e le discipline storiche, la traduzione, la parablepsi.
A conclusione del volume un capitolo dedicato agli apparati critici, propri di edizioni testuali diverse: quelle dei testi classici, romanzi, giuridici, epigrafici, diplomatici, papirologici.