
La Casa editrice Polistampa ha celebrato i propri sessant’anni con un libro presentato a fine novembre al Teatro Niccolini (il più antico di Firenze) e l’autrice, Arianna Amatruda – germanista docente all’Università di Genova – ne ripercorre l’attività iniziando dal 1965, quando il fondatore Mauro Pagliai, aprì una piccola tipografia nel cuore dell’Oltrarno e, con il tempo, il catalogo aumenta di numero e di pregio e così la tipografia diventa anche casa editrice, trasformandosi in luogo d’incontro e discussione per gli intellettuali e gli artisti toscani.
“Polistampa. Storia di una casa editrice fiorentina” racconta la nascita delle collaborazioni con grandi autori del Novecento, come i letterati e poeti Mario Luzi, Alessandro Parronchi, Piero Bigongiari, il fotografo e scrittore Fosco Maraini, i critici Luigi Baldacci e Giorgio Luti, gli storici Ennio Di Nolfo e Cosimo Ceccuti.
Pagliai, oltre ai nomi noti, punta su penne emergenti, parallelamente all’impegno nel settore dei servizi museali che lo vede gestire esposizioni d’arte antica e moderna, pubblicandone i cataloghi. Si legano alle edizioni Polistampa artisti come Pietro Annigoni, Fernando Botero, Kan Yasuda. Vengono prodotte e pubblicate collane di epistolari (si ricorda quelle di Pratolini, Gadda, Parronchi, Bigongiari, Nencioni, Ungaretti, Volponi) e riviste come «Antologia Vieusseux», «Caffè Michelangiolo», «Il Portolano» fino alla prestigiosa «Nuova Antologia».
A Enzo Siciliano si deve la nascita della Biblioteca di Letteratura, collana che nel 2000 vede esordire un giovane Pietro Grossi.
Vengono pubblicate le opere di Antonio Pizzuto, tra i più grandi “irregolari” del Novecento, e nascono progetti come le edizioni nazionali delle opere di Lorenzo Valla e Leon Battista Alberti.
La centralità culturale della casa editrice vale a Mauro Pagliai la nomina a Commendatore.
Agli anni Duemila risale la spinta ad allargare le frontiere produttive, con il passaggio al moderno stabilimento che si sviluppa su quattromila metri quadri dove si trovano gli uffici, i magazzini, la stamperia e la legatoria.
Al 2006 risale l’acquisto proprio del Teatro Niccolini, riaperto al pubblico dieci anni dopo per l’accurato restauro.
Oggi Polistampa, guidata da Antonio Pagliai, vanta un catalogo di cinquemila titoli distribuiti in tre sigle editoriali – Polistampa, Mauro Pagliai Editore, Sarnus – per rivolgersi al grande pubblico con sempre nuovi autori e collane, anastatiche di lusso, oltre al «Pagliaio», una rivista ultratoscana.