«Dietro il muro grigio fatto di rivoli d’acqua
balenavano vaghi progetti di passeggiate,
prati verdi e il mondo dell’infinito;
e forse dietro tutto questo s’aggirava spettrale
anche il desiderio di essere per una volta soli e
di potersi di nuovo muovere liberamente in ogni direzione.»
(Robert Muil, L’uomo senza qualita)

Annarita Angelini, docente di Storia della Filosofia e teoria delle immagini all’Università di Bologna, nel suo ultimo lavoro (Leo S. Olschki Editore) riflette su come da Nicola Cusano (1401-1464) a Leonardo da Vinci, il mistico e l’artista, il matematico dei numeri irrazionali e il pittore della prospettiva aerea sono le voci principali – oltre quelle di Masaccio, Leon Battista Alberti, Marsilio Ficino, Albrecht Dürer, Achille Bocchi, Giordano Bruno – che arrivarono a rappresentare, con coerenza scientifica, una iper-realtà allargata agli ambiti del poter essere e dell’essere pensabile.
Vedere l’invisibile, misurare l’infinito, controllare il movimento, rappresentare l’assenza, disegnare l’orizzonte, erano aspirazioni non solo di mistici e maghi, ma anche di quei matematici, filosofi e artisti che ebbero l’audacia di superare le colonne d’Ercole della scienza bassomedievale.
Nella monografia, corredata da un apparato iconografico, l’autrice prendendo in esame un arco temporale che, dal finire del Quattordicesimo arriva all’ultimo scorcio del Sedicesimo secolo, assume Cusano e Leonardo quali esempi dell’aspirazione all’allargamento dei confini del sapere razionale senza rinnegare la ragione, ma potenziando fino al limite le possibilità al punto di entrare in contraddizione con se stessa.
Si badi bene, non richiami all’irrazionale o alla rivelazione, ma a una razionalità diversa, dinamica, antinomica, disposta ad accogliere il soccorso dell’immaginazione.
La fama di Cusano e Leonardo, unita alla distanza delle rispettive competenze, consente di percepire – quasi attraverso un ingrandimento ottico – l’affermarsi di una mentalità diffusa, pur nelle insopprimibili eterogeneità di chi ne fu protagonista.

«Intelligere est phantasmata speculari, et intellectus est vel phantasia vel non sine ipsa.»
(Giordano Bruno, Explicatio triginta sigillorum, 1583)

Dettagli

Annarita Angelini
Oltre il mondo che vediamo.
L’immagine dell’infinito tra Cusano e Leonardo
pagine xvi-130 con 11 figg. b.n. n.t.
collana Pansophia. Testi e studi sulla modernità
Leo S. Olschki Editore
Isbn 978 88 222 9518 7

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Oltre il visibile
foto © Andrea Mancaniello