Sahra Talamo, professoressa ordinaria presso il dipartimento di Chimica G. Ciamician dell’Università di Bologna, si interessa in particolare allo studio di eventi evolutivi umani in combinazione con le datazioni al radiocarbonio e, dal 2020, dirige il laboratorio a Bologna Radiocarbon laboratory devoted to Human Evolution.

Con tale premessa, il suo ultimo libro – “Misurare la storia” edito lo scorso mese da Raffaello Cortina – potrebbe sembrare destinato agli addetti ai lavori.
Invece, avvenimenti fondamentali per l’evoluzione umana, l’apparire dell’Homo sapiens in Europa, i processi che ne hanno favorito il successo adattivo e le cause che hanno portato all’estinzione dei neandertaliani appassionano al punto che è difficile, anche a notte fonda, spegnere la luce per riprendere la lettura l’indomani. Le guerre, la progressiva perdita dei valori fondanti, le aggressioni verbali a tutti i livelli a iniziare dai gorvernanti e gli aspiranti tali, spingono noi giovanissimi a cercare un briciolo di serenità guardando al passato
La scienza globale è ancora lontana dalla ricostruzione di una cronologia chiara di questo lasso temporale anche perché, il radiocarbonio (metodo di datazione più utilizzato in archeologia), non sempre permette di ottenere datazioni abbastanza precise e accurate per comprendere a pieno alcuni passaggi rilevanti. Pertanto, la sfida della professoressa Talamo e del suo gruppo di ricerca, è quella di migliorarne le potenzialità della datazione così da aumentare le capacità di risoluzione temporale. Infatti, l’utilizzo per lo studio dei siti archeologici europei potrebbe rivoluzionare gli scenari ipotizzati fino a oggi, così da trovare risposta alle tante domande che ancora restano aperte sulla storia di questo periodo fondamentale per il percorso umano che, purtroppo, ha intrapreso la fase involutiva.