Che leggere e mangiare siano due dei piaceri irrinunciabili della vita è un fatto risaputo. Mettere insieme le due cose quindi, e leggere mangiando o mangiare leggendo, darà un piacere doppio. E leggere di cibi, di ricette, di leccornie e prelibatezze, quanto piacere può dare? Quest’ultimo potrebbe essere (ed è, nel nostro caso) moltiplicato in maniera esponenziale se i menu sono dettati da scrittori del calibro di Moravia, Ungaretti, Carofiglio e Gianni Brera, tutti autori presenti nel bel libro edito da Skira, a cura di Luca Clerici, Mangiarsi le parole. 101 ricette d’autore. Un libro dalla doppia anima: se da un lato infatti si può leggere quasi come un romanzo (ed in effetti ogni sezione è preceduta da un racconto in tema, opera, tra gli altri, di Andrea Vitali o Walter Siti), dall’altra si possono scorrere le pagine come un vero ricettario, e decidere, mettiamo il caso, di mettersi a cucinare i carciofi come li preparava Moravia nella sua villa di Sabaudia (“pulite dei carciofi molto teneri, spuntateli bene, tagliateli a spicchi, infarinateli e friggeteli in olio bollente facendoli dorare. Poi salateli, pepateli, metteteli in una teglia imburrata e copriteli di uova battute con sale e formaggio grattugiato. Quindi mettete la teglia al forno, e ritirate e servite quando l’uovo è croccante”), o servirsi una omelette alle erbe identica a quella che mangiava il Pereira di Tabucchi nel Cafè Orquidea di Lisbona. E che dire delle bavette all’africana di Aldo Fabrizi (“si ve fa senso nun ’impressionate: se tratta de ’na specie de complesso che passa co’ le prime forchettate”), o del biancomangiare col latte di mandorla di Simonetta Agnello-Hornby (“era uno dei miei dolci preferiti. Ci volevano due giorni per prepararlo – le mandorle dovevano stare a mollo per dodici ore, né più né meno – e si faceva ad agosto per usare le mandorle avanzate dall’anno precedente”).
Oltre alle ricette sparse il libro mette inoltre insieme menu per ogni occasione, da quello afrodisiaco a quello dietetico, col merluzzo quasi carbonizzato di Roberto Centazzo, fino a quello di soli primi, ma scritto in versi.
Un piacere, lo si era detto e lo confermiamo, per gli occhi e per lo stomaco. Attenzione: leggere a stomaco vuoto provoca acquolina.

Luca Clerici

Mangiarsi le parole. 101 ricette d’autore

Skira

pp 216

Dove e quando