Cosa c’è di meglio, nei giorni lenti delle feste, che regalarsi un bel libro e perdersi, almeno idealmente, da qualche parte? Può essere un luogo immaginario e misterioso, o invece ben individuato ma comunque lontano da tutto. Un’isola, possibilmente, magari al di là delle colonne d’Ercole, là dove, come diceva Omero: “non nevica né v’è lungo inverno né pioggia ma sempre dall’Oceano soffiando Zefiro spinge fresche aure a ristorare gli uomini; perché Elena possiedi e sei genero di Zeus”.
Ad accompagnarci in questo viaggio per i sette mari c’è Antonio Musarra, professore di storia medievale con una (evidente) predilezione per la storia del mare e della navigazione, autore di L’isola che non c’è. Geografie immaginarie fra Mediterraneo e Atlantico (Il Mulino). Dentro il libro ci sono tutte: le isole Fortunate, Utopia e Atlantide, le isole degli immortali e quelle dei beati, piccoli scogli o veri e propri continenti.
Tutte, vere o immaginarie che siano, hanno nei secoli stimolato la curiosità di scrittori, mercanti e navigatori, li hanno spinti oltre i loro limiti (come fa l’Ulisse di Dante) o a cercare rotte più sicure di quelle allora conosciute. Sono luoghi che, mentre in epoca medievale hanno avuto contorni e confini poco definiti, più legati al mito e all’immaginazione (anche se i fratelli Ugolino e Vadino Vivaldi, nel 1291, tentano la circumnavigazione dell’Africa per arrivare in Oriente), tra Quattro e Cinquecento hanno preso sostanza, e i resoconti dei viaggi di esplorazione hanno lentamente scalzato i racconti fantastici.

Certo, con qualche celebre cantonata: nel libro trovano il loro spazio, com’è facile immaginare, anche le isole (le lettere e i documenti parlano di qualcosa come 1700, tra isole e isolotti) che Cristoforo Colombo si trova del tutto casualmente a scoprire sulla via delle Indie e che lo lasciano affascinato per la loro bellezza paradisiaca, la natura rigogliosa, le acque freschissime e una popolazione: “docilissima, e per desiderio di avere delle cose nostre, e temendo che non le si dia niente, se non danno qualcosa e non hanno nulla da darci, prendono ciò che possono e si buttano poi a nuoto. Ma tutto ciò che hanno lo danno per qualsiasi cosa gli si dia”.
Che non fosse tutt’oro quello che vedeva, Colombo lo imparerà poi sulla sua stessa pelle, ma questa è un’altra storia.

Dettagli

Antonio Musarra
L’isola che non c’è Geografie immaginarie fra Mediterraneo e Atlantico
Il Mulino
pp. 312

Didascalie immagini

  1. Copertina del volume
  2. Carta geografica antica e immaginaria
    (fonte)

Sito web: https://www.mulino.it/isbn/9788815387639

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