Cirri, cirrocumuli (sono quelle a pecorelle!), cirrostrati, altocumuli, altostrati, nembostrati, cumuli, cumulonembi…esistono tantissimi modi di descrivere le nuvole, anche solo utilizzando termini prettamente scientifici. Se poi ci rivolgiamo all’arte, alla poesia e alla letteratura, allora le possibilità aumentano a non finire, e così come i pensieri, le riflessioni e le impensabili connessioni tra autori diversi. La riprova ne è il bel libro di Marsilio, L’invenzione delle nuvole. Lettera d’amore sull’arte e la poesia, di Florian Illies. Un libro (esso stesso un cielo pieno di nuvole, con capitoli mutevoli come l’orizzonte che si prepara al temporale in un giorno d’estate) che parla d’amore, di cielo e d’Italia, visto che è dallo Stivale che molti degli artisti citati tra le pagine hanno preso ispirazione per le loro opere (“l’amore smodato per l’Italia” scrive l’autore nella prefazione “che nell’Ottocento travolte i tedeschi ha sempre incontrato tutta la mia comprensione. Com’è possibile, infatti, non innamorarsi perdutamente di questo paese?”). Illies, che parte da Friedrich e dall’Ottocento, attraversa due secoli di storia e di vite di artisti, guardando alle loro opere e ai loro luoghi d’elezione: si scopre così ad esempio che fu Goethe a rendere il Vesuvio un’icona del viaggio a Napoli, e che Olevano nell’Ottocento attrasse un gran numero di artisti tedeschi come nemmeno Parigi ai tempi dell’impressionismo…sarà stato per quell’essere nascosta e preziosa come un paradiso perduto…così almeno pare descritta nelle pagine del libro: “si deve salire a lungo a serpentina attraverso il paese […]. Si sale su strade lastricate, larghe non più di una macchina, si lotta verso l’alto, contenti di potersi affidare al navigatore e non al proprio senso d’orientamento. E a un certo punto ci si trova davanti alla porta del paradiso – un cancello si apre (la portinaia, come già intuirono Michelangelo e Raffaello, parla ovviamente italiano), un’ultima collina, e poi si è sulla cime, presso la croce sulla vetta del Romanticismo tedesco”. E si scopre, leggendo, di come ci si possa stancare di ogni cosa, ma mai degli studi di nubi. Date un’occhiata a quelli di Constable, e ne sarete conquistati.

Florian Illies

L’invenzione delle nuvole. Lettera d’amore sull’arte e la poesia

Traduzione dal tedesco di Marina Pugliano, Elena Sciarra, Valentina Tortelli

pp. 270 

Marsilio Editori

IN COPERTINA
Caspar David Friedrich, Mare del Nord nella luce della Luna (fonte)
[particolare]

Dove e quando