«Nell’illusione del subito, quello a cui ciascuno di noi resta aggrappato, dai primi vagiti fino a quando la vita non ci serve sonori schiaffi di realtà, vorremmo che i nostri desideri si sistemassero con la stessa velocità con cui li formuliamo. Invece bisogna stare molto attenti ai sogni che si fanno: potrebbero pure avverarsi e magari con anni di ritardo. È proprio allora che tocca farsi trovare pronti.»

Nelle librerie dallo scorso 22 ottobre, Prima di essere Principi di Niccolò Agliardi (edito da Salani), il racconto di una notte di tre uomini seduti intorno a un tavolo, immersi in una conversazione senza timori, pronti a scambiarsi verità che, forse, ignoravano. Una notte come poche, in cui la bellezza si offre a chi è capace di coglierla, a chi tiene gli occhi aperti. Tre uomini di età tanto diverse, accomunati da una sete inesausta di senso e dal bisogno incessante di porsi domande.
Uno è Sam, il figlio che il destino ha affidato all’autore, con i suoi vent’anni straripanti e un passato doloroso che non smette di bruciare. Come trovare il proprio posto in un mondo così difficile da interpretare? Come sentirsi precisi di fronte all’esistenza?
L’altro è il padre che suo padre non è e non è stato, Roberto Vecchioni, l’uomo che molti anni prima aveva scritto a un giovane Niccolò – quando sognava di fare il cantautore – una lettera che oggi è pronta per essere passata come un testimone a suo figlio.
Niccolò compirà cinquant’anni a mezzanotte. Per lui è giunto il momento di fare i conti con i suoi sogni: quelli realizzati, quelli caduti e persi, e quelli appena nati e pronti a prendere forma.
«Il padre con cui ho provato a confrontarmi non è stato sempre uguale a sé stesso, nel corso della vita, e questo mi ha obbligato a sperimentare diversi modi di vivere la nostra relazione, assetti che hanno subìto cambiamenti nel tempo. Il fatto principale è che papà, negli anni dell’incertezza, era poco più di una rappresentazione sbiadita. Non per sua volontà, ma per tutto quello che una separazione porta con sé.»
Uno di fronte all’altro, con i desideri, le paure e le certezze provvisorie di tre diverse generazioni, danno vita a un dialogo che non fa sconti, che non arretra nemmeno di fronte ai temi più incandescenti e che, pagina dopo pagina, diventa un inno al potere della parola capace di far luce nel buio di chi è perennemente alla ricerca di se stesso.