Il 10 maggio 1924 nasceva a Catania Goliarda Sapienza, figlia dell’avvocato socialista Giuseppe Sapienza (1880-1949) e della nota sindacalista lombarda Maria Giudice (1880-1953). I genitori si conobbero entrambi vedovi e quarantenni, con tre figli lui e sette lei, legati oltre che sentimentalmente anche dalla politica. Insieme diressero il giornale «Unione» e parteciparono attivamente alle lotte per l’espropriazione delle terre in Sicilia nel biennio 1920-1922. Goliarda è considerata una delle scrittrici più significative della letteratura italiana del Secolo breve e, in occasione del centenario della nascita, Electa ha dedicato il nono titolo della collana di monografie “A-Z” all’autrice di L’arte della gioia, pubblicato integralmente postumo poi diventato un libro di culto dal successo internazionale per diverse generazioni di lettori.

La doppia vocazione artistica di attrice-scrittrice offre un profilo poliedrico: la formazione attoriale da giovane, la conseguente esperienza performativa a teatro e al cinema, lasciano il posto alla scrittura letteraria, una seconda vita professionale, esplorata con generi e forme varie (dalla poesia al racconto memoriale, dal romanzo storico alle pièce teatrali) così da costruire un rapporto ‘critico’ con il linguaggio.
Nelle pagine poetiche, narrative, drammaturgiche, memoriali, epistolari, si scorge una comune tendenza alla riflessione metadiscorsiva sulle parole, sulla loro origine, sul loro uso, sull’abuso della sovrastruttura ideologica, sulle incrostazioni mistificatorie che occorre rimuovere per riscoprirne il significato più profondo. Non a caso, Modesta ne L’arte della gioia dirà: “Ecco che cosa dovevo fare: studiare le parole esattamente come si studiano le piante, gli animali… E poi, ripulirle dalla muffa, liberarle dalle incrostazioni di secoli di tradizione, inventarne delle nuove, e soprattutto scartare per non servirsi più di quelle che l’uso quotidiano adopera con maggiore frequenza, le più marce.’’
La formula rizomatica dell’alfabeto – declinato in settantuno lemmi dalla A alla Z, presentati da trentotto autori, ben si addice quindi alla ricerca di Sapienza sulle parole, oltre che alla restituzione della sua vivacità, dell’estro e del talento artistico, della sua versatilità e apertura a generi e codici differenti, nonché della fortuna transmediale dei suoi testi.
Il volume comprende inoltre un inserto iconografico con la riproduzione di alcuni manoscritti e fotografie, conservati nell’Archivio Sapienza-Pellegrino, ed è proposto come un atlante della sua vita di appassionata sperimentatrice di ogni forma di ri-creazione della propria immagine, pronta alle più diverse metamorfosi, ma sempre votata all’arte della gioia.

Dettagli

Sapienza A-Z
a cura di Maria Rizzarelli
pagine 264
formato 17 X 24 cm, con astuccio
Electa
Isbn 9788892825437