Se hai avuto la fortuna di vivere a Parigi da giovane, dopo, ovunque tu passi il resto della tua vita, essa ti accompagna perché Parigi è una festa mobile”. E se lo dice Ernest Hemingway non c’è che da credergli. Parigi è stata in effetti, forse come Roma o Atene in epoca classica, il punto di riferimento di un’intera epoca, capitale culturale dell’Europa di inizio Novecento, LA città dell’arte moderna, punto di riferimento di frotte di artisti più o meno celebri, più o meno squattrinati, più o meno dotati. Sette di questi sono italiani, e le loro storie sono raccontate da Rachele Ferrario in Les Italiens. Sette artisti alla conquista di Parigi (Utet Libri); si tratta di Giorgio de Chirico e suo fratello Alberto Savinio, Gino Severini, Mario Tozzi, Massimo Campigli, Renato Paresce e Filippo de Pisis, tutti attivi negli anni in cui nasce la pittura moderna. E anzi è proprio anche grazie a loro che nasce la pittura moderna (“artisti, poeti, scrittori e musicisti inventano nuove espressioni, smontano linee, mescolano colori, suoni, mutano pelle e sostanza alla realtà così come era stata pensata e rappresentata fino a quel momento”), con le loro vicende che s’intrecciano con quelle delle personalità della cultura e dell’arte internazionale, anche se con alterne fortune: se da una parte Apollinaire scrive “Italie / toi notre mère et notre fille quelque / Chose comme un soeur”, molti francesi sono restii a comprendere e ad accettare il genio degli Italiens, sentendo forse il peso di una competizione che spesso li vede uscire sconfitti. Questa sorta di duello comincia idealmente con l’arrivo in città di De Chirico nell’estate del 1911 e prosegue, il 5 febbraio 1912, alla Galerie Bernheim-Jeune con la prima esposizione futurista. E poi de Pisis, Tozzi e Campigli, e di seguito tutti gli altri, riuniti in gruppo dal 1928 col nome di Les Italiens de Paris, o i Sette di Parigi.
Sarà tuttavia una breve stagione, spazzata via dal riaffiorare dei nazionalismi negli anni tra la prima e la seconda guerra mondiale. La festa mobile finisce così.

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Rachele Ferrario

Les Italiens. Sette artisti alla conquista di Parigi

pp. 256 

Utet Libri