Un saggio di Giorgio La Pira per provare a riflettere, oltre gli stereotipi, sul valore della ricorrenza odierna, a distanza di settantasei anni dal referendum il cui voto popolare, scegliendo la Repubblica, condusse all’elezione di una Assemblea Costituente a conclusione di un complesso periodo di transizione segnato dalle azioni di movimenti e partiti antifascisti e dall’avanzata degli alleati in un Paese diviso e devastato dalla guerra.

Giorgio La Pira (Pozzallo, 9 gennaio 1904 – Firenze, 5 novembre 1977) tra i legislatori dell’organo elettivo preposto alla stesura della Costituzione le cui sedute si svolsero fra il 25 giugno 1946 e il 31 gennaio 1948, scrisse L’attesa della povera gente subito dopo la fine del secondo conflitto mondiale.

Pubblicato per la prima volta dalla Libreria Editrice Fiorentina nel 1950 che, nelle scorse settimane, lo ha aggiornato in una nuova edizione – con prefazione di Giannozzo Pucci e commento di Giuseppe De Rita, presidente del Censis – già nell’introduzione, alla domanda “Quali sono le dimensioni mondiali dei problemi della povera gente?“, La Pira annotava: «Ecco una domanda che si impone, come preliminare, a chiunque voglia, con senso di responsabilità , avere una visione quanto è possible integrale della situazione economica, sociale, politica e, di riflesso culturale, religiosa e “storica” del mondo».

Cento pagine che andrebbero inserite nei programmi di tutti i bienni di scuola secondaria di secondo grado trattandosi di pietra miliare sulla politica votata alla piena occupazione, in applicazione delle idee di J.M. Keynes (fondata sulla critica alle teorie di Jean Baptiste Say) e in obbedienza agli imperativi della coscienza alla luce del Vangelo.

Il non poter distinguere industria e agricoltura, benedire quasi ogni tecnologia e aver fatto coincidere l’occupazione con il lavoro salariato, ha favorito il diffondersi della società dei consumi e dei rifiuti che ha modificato, senza abolire, la povertà, la disoccupazione, le carenze alimentari e la dipendenza da capitalismi sempre più intensi con relativa crescente divaricazione fra ricchi e poveri.

Con l’enciclica di Papa Francesco del 24 maggio 2015, il senso dell’attesa della povera gente ha assunto nuova luce e l’ultima edizione connota proprio quanto le proposte di La Pira restino valide. Infatti, Giannozzo Pucci, tra l’altro, scrive «Gli imperativi morali dell”Attesa della povera gente restano gli stessi del 1950, oggi ancora più attuali, ma le soluzioni per la piena occupazione ora, alla luce dell’enciclica ‘Laudato sì’ sono diverse e stanno tutte nella decrescita dei mercati».

Forse vale ricordare la scelta di David Sassoli, in qualità di Presidente del Parlamento europeo, di donare il libro al Santo Padre nell’udienza dello scorso 26 giugno 2021.

Dettagli

Giorgio La Pira
L’attesa della povera gente
Pagine 115
Libreria Editrice Fiorentina
Isbn 9788865001929

 

Didascalie immagini

  1. La copertina della prima edizione del volume
    con un disegno di Ottone Rosai
  2. la copertina della nuova edizione