Lo confesso: a conquistarmi è stata in prima istanza la copertina, che appartiene a uno di quei libri che si comprano d’istinto, perché ti lanciano segnali amorosi dallo scaffale della libreria. Solo poi ho capito di cosa (di chi) parlava, e il mio interesse è decuplicato, così come la voglia di leggerlo scegliendo però il momento più opportuno: per intenderci, non era un libro da leggere perché andava letto e recensito (a volte capita, ma esistono mali maggiori nella vita), ma perché prometteva una grande storia. E così è stato: anche stavolta Melania Mazzucco non si smentisce, e con L’architettrice (Einaudi) ci regala uno splendido libro per la scelta dei personaggi e per il modo in cui sono raccontati.
La storia ruota attorno a Plautilla Briccio, figlia di quel Giovanni che fu nella Roma di papa Barberini materassaio, pittore di poca fama, musicista, popolare commediografo, attore e poeta: fu grazie agli insegnamenti paterni (che sono di certo sui generis, così come ci si può aspettare da una personalità così eclettica) che Plautilla riuscì a divenire il primo architetto (architetta? Architettrice?) della nostra storia.
Protagonista di queste pagine non è però certo la sola Plautilla: accanto a lei osserviamo i fratelli e le sorelle (anche quelli che muoiono troppo presto), la madre e il nonno, Giovan Francesco Romanelli e gli altri artisti attivi nella Roma barocca, Mazzarino ed il suo segretario Elpidio Benedetti, che tanta parte ha nelle decisioni di Plautilla. Ma accanto a loro la protagonista silenziosa di questo affresco (mi pare proprio il caso di dirlo) è la stessa città di Roma, che sa essere allo stesso tempo un luogo incantevole e un inferno dove i condannati a morte vengono squartati senza pietà, un dedalo inestricabile di strade e un piccolo centro circondato dalla campagna (“subito fuori le mura, Roma finiva. Bruscamente. Avevo sempre vissuto in vicoli oscuri, e se mi affacciavo alla finestra quasi potevo toccare il muro del palazzo di fronte” nota Plautilla dalla carrozza che la conduce, bambina, fuori città), una meta ambita o un posto da cui fuggire.
Questo libro, preparatevi, vi conquisterà: lo consiglierete, lo fotograferete, sottolineerete, farete le orecchie alle pagine (orrore!), deciderete di centellinarne la lettura per paura che finisca troppo presto… ma non sarà facile resistere.

Melania G. Mazzucco
L’architettrice
pp. 568
Einaudi

Dove e quando