«Io credo che il lavoro del fotografo consista nella stesura di una carta geografica
più che nel seguire una linea retta;
nel costruire una specie di mappa sulla quale ognuno può trovare la sua strada
pur muovendosi all’interno di una serie di regole prestabilite»
(Luigi Ghirri)

Riccardo Panattoni, filosofo, docente di Etica e psicoanalisi all’Università di Verona, sarà in libreria, dal prossimo 25 luglio, con un viaggio ideale alla scoperta dei segreti di un gigante della fotografia mondiale: Luigi Ghirri.
La potenza dello sguardo, infatti, è un intreccio tra percezioni visive e riflessione filosofica dove l’autore rilegge i capolavori della poetica ghirriana e, partendo da quattro tra le sue più celebri opere, mette in discussione le modalità di esperire e di pensare il tempo, lo spazio, le relazioni e il paesaggio come «nostra cifra epocale».
Panattoni, scrive «La fotografia per Ghirri risponde a un modo di abitare la vita. È una ricerca volta a trattenere il momento in cui le immagini si fissano all’interno dei nostri occhi per un tempo indeterminato, prima che si ritorni a inseguire i propri pensieri o ad assecondare l’impegno del proprio fare» interrogandosi, inoltre, sul permanere dell’umano in un mondo in cui la moltiplicazione delle immagini, a un ritmo sempre più vertiginoso, è ormai assurta a paradigma.
Resta solo da sperare che la fotografia possa continuare a essere quello che è stata fin dall’inizio per Luigi Ghirri: «una grande avventura, del pensiero e dello sguardo, un giocattolo magico che riesce a coniugare il grande e il piccolo, le illusioni e la realtà, il tempo e lo spazio, la nostra adulta consapevolezza ed il fiabesco mondo dell’infanzia».