
Se io fossi ministro dell’istruzione, vorrei che questo fosse adottato tra i libri di testo delle scuole di ogni ordine e grado. E non solo perché è dedicato alla nostra Costituzione, ma perché spiega come – faticosamente – si è arrivati ad avere un testo che, nell’ordine:
– Ha permesso la ricostruzione di un Paese lacerato dalla guerra;
– È riuscito a mettere d’accordo le forze politiche coinvolte. In sostanza, lo scrivere insieme è stato un ottimo esercizio di democrazia;
– Sceglie parole bellissime, univoche e sempre chiare a tutti. Qui il latinorum di Manzoni proprio non trova casa.
Il libro di cui parliamo oggi è ufficialmente un libro per bambini, ma va bene per tutti. Andrebbe bene anche per permettere a certi adulti un rapido ripasso del testo che è alla base del nostro vivere in società: La Costituzione nelle parole. La storia di come è stata scritta la Costituzione italiana di Susanna Mattiangeli, con le illustrazioni di Giovanni Gastaldi (edizioni Lapis).
Sapevate che per scrivere i 139 articoli della nostra Costituzione ci sono voluti diciotto mesi, e che l’Assemblea Costituente contava 556 persone? Ora, pensate alle vostre turbolente riunioni condominiali: non vi sembra quasi un evento miracoloso il fatto che – tra opinioni contrastanti, dibattiti pressoché infiniti su di una singola parola, discussioni spesso accese e ripensamenti dell’ultimo minuto – abbiamo una delle Costituzioni giudicate tra le migliori al mondo? Miracolo e sudore, a dire il vero: l’autrice ha infatti studiato attentamente gli atti parlamentari del tempo per permettere a chi legge di vedere e sentire le voci della Costituente. Tra le pagine scopriamo per esempio che Oliviero Zuccarini propone che l’articolo 6 dia garanzie di libertà anche “per i cittadini di altra nazionalità che domani dovessero rimanere inclusi nel territorio italiano”; quando si dice guardare lontano. E guarda lontano anche l’articolo 10 quando dice “Lo straniero, al quale sia impedito nel suo Paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica secondo le condizioni stabilite dalla legge”. Facile, no?