
Chi sta peggio, il clima mondiale (in senso letterale e metaforico, aggiungerei) o il sistema dell’arte contemporanea? Luca Beatrice, critico d’arte che se n’è andato troppo presto per vedere come andrà a finire, ci ha lasciato questa domanda alla quale tenta di rispondere con l’ultimo libro pubblicato da Marsilio, La commedia dell’arte. Dietro le quinte del contemporaneo tra musei, mercato e provocazioni.
E parlando di arte contemporanea uno dei protagonisti è, manco a dirlo, Maurizio Cattelan, che ognuno di noi ha sentito nominare almeno una volta, o almeno una volta si è imbattuto, su Instagram o TikTok, sulla sua opera del 2019, Comedian. Come dite, non vi sembra di averla mai vista? Certo che l’avete vista, ma forse non avete mai badato troppo al titolo: Comedian è – semplicemente – la banana attaccata al muro da un nastro adesivo, quella stessa che Justin Sun, il collezionista che se l’è assicurata per 6,2 milioni di dollari, si è mangiato in qualche boccone come una colazione qualsiasi. “È ancora arte?” qualcuno si è chiesto, come si era già chiesto qualcuno di fronte alle opere di Monet (no, l’arte è morta, aveva poi prontamente dichiarato) e, ancora più indietro, davanti a Caravaggio o ai quattro tetrarchi di Bisanzio. Sì, è ancora arte, ed “è quel tipo di arte – sostiene Beatrice – che sigla il primo quarto di secolo, rivoluzionaria come le opere d’avanguardia all’inizio del Novecento, il nuovo duchampiano Fountain” (che, ricordiamo per i più distratti, era né più né meno che un orinatoio come quelli che si vedono in autogrill).
Ma non solo Cattelan, ovviamente: l’autore scandaglia l’intero universo dell’arte contemporanea, dalla Biennale di Venezia (Beatrice è stato anche curatore, nel 2009, del Padiglione Italia assieme a Beatrice Buscaroli) alla Street Art, da Banksy agli attivisti, dai musei veri a quelli visti solo attraverso i social. La domanda di fondo, attraverso le pagine, resta quella: l’arte contemporanea sopravvivrà a se stessa? Ecco, è probabile che non si possa essere noi a dare una risposta, ma intanto è bello potersi far raccontare da qualcuno come funziona (o non funziona) tutto il sistema. Poi, diceva qualcuno, ai posteri l’ardua sentenza.