
Preziosa e attesa da tempo dalla comunità musicologa internazionale, suddivisa in tre tomi, non può mancare nella libreria di studiosi e appassionati, in particolare fiorentini, è “La cappella musicale di Santa Maria del Fiore e le sue fonti. La polifonia rinascimentale e barocca, il repertorio sette-ottocentesco” di Frank A. D’Accone e Gabriele Giacomelli (Olschki Editore), senza dubbio un fondamentale strumento per la conoscenza della storia musicale sacra fiorentina e italiana. Impresa ideata un quarto di secolo fa e la mole del lavoro, oltre milleduecento pagine, ne testimonia la portata.
L’opera prevede, oltre al catalogo vero e proprio, anche un volume dedicato alla ricostruzione delle vicende della Cappella Musicale del Duomo, dei diversi repertori e dei suoi maestri, alcuni dei quali passati alla storia, come Marco da Gagliano, annoverato fra i primissimi autori di opere teatrali musicali.
Un tesoro divenuto fruibile, e non più sigillato in uno scrigno, che può rivivere ovunque, oltre a parlare alla mente, e al cuore, dei tantissimi ascoltatori che ogni anno affollano la cattedrale per assistere ai concerti della rassegna O flos colende.

Il fondo musicale dell’Opera di Santa Maria del Fiore, oltre ai codici corali e altri libri di canto piano, conserva un corpus di musica prevalentemente polifonica costituito da manoscritti ed edizioni a stampa – datano dalla seconda metà del Quindicesimo secolo agli ultimi anni del Diciannovesimo – e tramandano brani di musica sacra, in gran parte in esemplare unico, che appartenevano per lo più al repertorio liturgico in uso presso la Cattedrale e il Battistero di Firenze.
Il primo volume, introduttivo, “La storia, i maestri, le musiche (secoli XV-XIX)” si compone di due ampi saggi dove gli autori illustrano la lunga e complessa storia della cappella musicale della cattedrale entrando nello specifico con i principali maestri, gli organici, le prassi esecutive, i repertori, il patrimonio librario.
Il secondo volume , suddiviso in due parti, è il “Catalogo del fondo musicale dell’Opera di Santa Maria del Fiore: Serie II, IV e V (nn. 1-21)” – redatto da Frank A. D’Accone per la parte più antica e da Gabriele Giacomelli per quella più moderna – in assoluto primo mai realizzato di tale fondo.
Nella premessa, Lorenzo Fabbri, archivista dell’Opera di Santa Maria del Fiore, ricordando l’improvvisa scomparsa di Frank A. D’Accone, spiega le fasi di tanti anni di minuzioso lavoro per giungere a questo risultato straordinario.