Se per cortesia, per stanchezza, per amicizia, o per vanità mi mettessi a chiacchierare sul Mastorna, e dicessi che ancora una volta è un viaggio, immaginato, sognato, un viaggio nella memoria, nel rimosso, in un labirinto che ha un’infinità di uscite, ma solo un ingresso […] non credo riuscirei a suggerire il senso del film, che io per primo non so cos’è. È il sospetto di un film, l’ombra di un film, forse anche un film che non so fare.” 
Federico Fellini
da Intervista sul Cinema di Giovanni Grazzini

Si moltiplicano quest’anno le iniziative per celebrare il centenario della nascita di Federico Fellini e i suoi film più celebri sono tornati sul grande schermo in edizione restaurata, ma in una filmografia quarantennale ricca di immortali capolavori assoluti un titolo manca e, ahimè, mancherà per sempre, a lungo inseguito e desiderato: Il viaggio di G. Mastorna.
Un progetto nato nella mente del regista di Amarcord già nel 1965 di cui si erano anche costruiti i primi set, prodotto da Dino De Laurentis con Marcello Mastroianni probabile protagonista – ma furono fatti anche i nomi di Paul Newman, Steve McQueen, Laurence Olivier, Totò e Ugo Tognazzi, unico a firmare un impegno formale – di cui rimane traccia visiva solo nel documentario Block-notes di un regista firmato dallo stesso Fellini nel 1969 per la newyorkese NBC.
All’inizio degli anni ’90 anche una versione a fumetti disegnata da Milo Manara incontrò avversità e fu pubblicata soltanto la prima delle tre parti previste, così adesso è il libro omonimo edito da Quodlibet, che inaugurò la collana Compagnia Extra, l’unica opportunità di apprezzare fino in fondo un potenziale capolavoro mancato.

Esistono diversi dattiloscritti della sceneggiatura per Il viaggio di G. Mastorna con marginali differenze tra loro, di cui nessuno può essere indicato come ultimo e definitivo della volontà dell’autore, il volume pubblicato si basa sull’edizione conservata a Zurigo dalla Diogenes Verlag, la casa editrice preferita da Fellini, e omettendo la tipica struttura da copione divisa in due colonne – con le descrizioni da un lato e i dialoghi sull’altro – traduce fedelmente il testo scritto da Federico Fellini, con la collaborazione di Dino Buzzati e Brunello Rondi, nel flusso narrativo di un racconto.

Pur essendo un testo redatto senza velleità letterarie, la sceneggiatura per il cinema è fondamentale mezzo di lavorazione e mai prodotto ultimo destinato al pubblico, Il viaggio di G. Mastorna – dove la lettera G puntata sta per Giuseppe – è una lettura appassionante, a tratti commovente, in cui spesso ricorrono espressioni tanto care al cineasta riminese, come la parola ‘buffonesco’ elemento centrale dell’affabulazione di Federico Fellini che le numerose interviste rimaste possono testimoniare.

Il violoncellista Giuseppe Mastorna atteso a Firenze per un concerto, nel viaggio di ritorno dall’estero durante una notte di tempesta, vede il suo aereo costretto dalle avverse condizioni metereologiche a un atterraggio di fortuna sulla grande piazza adiacente un’immensa cattedrale. Nella confusione di pullman e viaggiatori smarriti riesce a raggiungere un hotel e a farsi assegnare una camera, le linee telefoniche sono interrotte e non può avvisare a casa la moglie Luisa dell’imprevisto.

Incapace di comprendere realmente perché, il musicista sente salire dentro di sé un crescente senso d’inquietudine, finché la visione del disastro riflesso in fondo agli occhi di una sconosciuta fa sorgere in lui il sospetto di aver varcato la soglia dell’assoluto che separa i vivi dal regno delle ombre; tra sconosciuti prodighi pronti ad aiutarlo e incontri fortuiti con affetti perduti, che sembrano avvalorare le sue preoccupazioni, Mastorna si trova catapultato in un viaggio di cui non conosce la destinazione.

Denso di magiche atmosfere oniriche e grottesche Il viaggio di G. Mastorna ripropone, in un inedito soprannaturale, temi e ossessioni ricorrenti nel Cinema felliniano, il passato con i primi turbamenti ormonali e la nostalgia di momenti semplici, perciò universali, rimpianti e tradimenti, in un percorso verso l’accettazione del dissolversi dell’ego alla ricerca di un frammento di verità, magari nascosto negli interstizi di un attimo insignificante, sommerso dagli eventi eclatanti di una vita straordinaria.

Trova spazio nel testo l’ironia burlesca per il circo che ruota attorno a premiazioni come quella degli Oscar, all’epoca Fellini lo aveva già vinto tre volte, nelle riflessioni del protagonista: ‘E quale peggior castigo di non ricevere un premio? E quale miglior premio di non ricevere un castigo?‘ Al cinefilo la lettura evoca immagini di un fulgido bianco e nero, come quello firmato Gianni Di Venanzo per 8 ½, e la lunga lettera di Fellini a Dino De Laurentis in appendice al testo conferma l’intuizione.

Una lettura brillante da cui emerge la fascinazione di Federico Fellini per l’occulto, suggellata dalle frequentazioni con il sensitivo Gustavo Rol, forse responsabile della mancata realizzazione del film quando nel 1992, scelto Paolo Villaggio per il ruolo di Mastorna, riferì all’amico cineasta di un presagio funesto; situazione analoga a quella che nel 1985 fermò la genesi di Viaggio a Tulun, una serie di eventi misteriosi adesso raccontati nel film Fellini fine mai di Eugenio Cappuccio.

L’indole scaramantica del grande cineasta ci ha privato di un’opera cinematografica originale e complessa, personale come tutta la produzione di Federico Fellini eppure così straordinariamente universale, perciò se ne consiglia la lettura. …anche a chi sfugge la passione per la Settima Arte.

Didascalie immagini

  1. Copertina del volume
  2. Federico Fellini
    (fonte)
  3. Il set incompiuto del Mastorna
  4. Il provino di Marcello Mastroianni per il ruolo di Giuseppe Mastorna
  5. La cattedrale di Colonia, modello per la sequenza dell’atterraggio
    (fonte)
  6. Uno scatto evocativo firmato Tazio Secchiaroli sul set di Fellini Satyricon (1969)
    (fonte)
  7. Mastorna come alter ego di Federico Fellini
  8. Federico Fellini e Giulietta Masina con l’Oscar vinto nel 1964 per 8 ½
    (fonte)
  9. Fellini al lavoro con Paolo Villaggio per La voce della luna foto © Mimmo Cattarinich

IN COPERTINA
Ipotesi di Mastorna, Marcello Mastroianni sul set di 8 ½
[particolare]

SCHEDA

Federico Fellini,
Il viaggio di G. Mastorna
Scritto con la collaborazione di
Dino Buzzati e Brunello Rondi
A cura di Ermanno Cavazzoni
Prefazione di Vincenzo Mollica

Dove e quando