Edito recentemente da Polistampa – nella collana «Storia dello Spettacolo» diretta da Siro Ferrone – “Scritti sul teatro” è un’analisi storica di Alessandro Sardelli che ha raccolto, in un unico racconto, il teatro fiorentino del primo Novecento: di prosa e di rivista, con testi di stampo populista e nazionalista, ma anche drammi sacri, vernacolo, burattini. La selezione di tali saggi focalizza principalmente sul mondo dello spettacolo al tempo del fascismo, con un capitolo riservato ai festeggiamenti per la visita di Hitler a Firenze nel 1938.

Studioso di storia dello spettacolo e già direttore della Biblioteca Marucelliana, Sardelli pone l’accento su alcuni fulcri della cultura cittadina: tra questi l’Accademia dei Fidenti con il suo spazio in Via Laura (tra i primi ad accogliere le iniziative dell’Opera Nazionale Dopolavoro), o quella degli Immobili, proprietaria del Regio Teatro della Pergola, in cui si alternano recite di stampo popolare e vere e proprie serate nazionaliste, ma dove viene accolto anche il teatro dei burattini diretto da Yambo (Enrico Novelli), presentato come qualificante momento di impegno culturale in quanto, anch’esso, inserito nelle manifestazioni dopolavoristiche. “Il teatro di massa è strumento del potere ed alimenta una produzione culturale ad uso e consumo della piccola e media borghesia come classe privilegiata. Nascono piccole accademie e cenacoli culturali, spesso dal nome altisonante ma di breve durata, formati in prevalenza da membri della burocrazia cittadina, da ufficiali dell’esercito, da parti della vecchia aristocrazia, da ambigui intellettuali in cerca di gloria e da funzionari del PNF, legati spesso tra loro da interessi economici”.
Nell’ottica della “normalizzazione fascista” le più note commedie fiorentine denotano, il vernacolo, quale importante veicolo di cultura facendosi carico delle esigenze morali della borghesia. Si rivalutano eventi legati alle tradizioni popolari come la “Festa del Grillo”, che unisce la fiera commerciale al veicolo di propaganda. Nel 1930 viene riproposto anche l’antico “Gioco del Calcio”, che sopravvive ancora oggi con i nome di “Calcio storico fiorentino”.
Il volume offre anche approfondimenti su: attori (alcune lettere di Eleonora Duse), il giardino di Boboli (quale spazio per passeggiate) o il ritrovamento di documenti inediti sul teatro e la biblioteca dei Rinuccini. Infine, un capitolo, è dedicato alla vita e alle opere di Edward Gordon Craig, maestro di teatro e grande innovatore dell’arte scenica.