Chi apprezza le composizioni del “Prete Rosso”, tra i massimi esponenti della musica barocca, non può rinunciare alla lettura de Il respiro degli angeli. Vita fragile e libera di Antonio Vivaldi edito a fine giugno da Mondadori.
Emanuela Fontana – giornalista e guida escursionistica, fra l’altro finalista alla XXI edizione del Premio Calvino – dopo un lungo periodo di studio, ricerca e approfondimento umano e musicale sull’artista, ha realizzato un pregevole volume dove il rigore delle fonti va ad alimentare il romanzo.
Venezia 1688: nella bottega di Giambattista Vivaldi – che per mantenere i suoi cinque figlioli si occupa delle barbe e dei capelli dei signori della Serenissima e ogni tanto li intrattiene col violino, la sua vera passione – Antonio, chioma rossa come il fuoco, ha dieci anni ed è un bambino fragilissimo, gli manca sempre l’aria e il suo cuore corre molto più veloce delle gambe. D’un tratto il piccolo Vivaldi si ritrova tra le mani il violino del padre e, senza averlo mai toccato prima, improvvisa una melodia furiosa che rapisce tutti i presenti, compresi i giovani Alessandro e Benedetto Marcello, destinati a diventare suoi amici e rivali per tutta la vita.
Da quel momento, Antonio non si separerà mai più dal suo violino, nemmeno quando, di lì a poco, sarà costretto dalla famiglia a prendere la via del sacerdozio. Ma mentre dire messa lo affatica e gli provoca crisi respiratorie, la musica diventa ben presto la sua aria. Poi, quando si stancherà di suonare quella degli altri, comincerà a comporre la sua, col fervore e la fretta di chi scrive ogni musica come se fosse l’ultima.
Genio fragile e pieno di contrasti, generoso con gli ultimi ma anche smanioso di fama e gloria, insegnerà canto alle orfane di Venezia e frequenterà corti sfarzose, comporrà musica sacra ma anche concerti di enorme successo e decine di opere, che allestirà personalmente nei teatri di mezza Europa.
È all’apice della sua estate più lucente che, tra la servitù della corte di Mantova, conosce la sola donna importante della sua vita, la giovanissima Anna Girò, della cui voce e talento si innamora a tal punto da avviarla alla carriera di cantante. Un sodalizio spirituale e creativo che causerà pettegolezzi e scandali, ma ispirerà anche alcuni dei concerti pietre miliari della musica.
L’autrice racconta questo amore etereo e impossibile, questa incessante danza di rincorse e allontanamenti, con scrittura delicata ed empatica. Lo fa con invenzioni romanzesche e un’alternanza di piani temporali, che danno ritmo e potenza visiva alla pagina.
Il risultato è stupefacente. All’ultima frase si ha netta la sensazione di aver sfiorato tutte le anime di Antonio: il bambino timido dai capelli di fuoco, il giovane ribelle e stravagante, l’ambizioso compositore e infine il vecchio solo e dimenticato da tutti, che, per le strade innevate di Vienna, in compagnia di un piccolo allievo geniale, cerca di vendere la sua musica per pochi spiccioli.
Le quattro stagioni di un’unica vita eccezionale.
Dettagli
Emanuela Fontana
Il respiro degli angeli.
Vita fragile e libera di Antonio Vivaldi
pagine 468
Mondadori
Ean: 9788804737285
In copertina un particolare del presunto ritratto di
Antonio Vivaldi
anonimo, XVIII secolo, circa 1723
conservato nel Museo internazionale e biblioteca della musica di Bologna
(in Ritratti e dediche di Antonio Vivaldi – da I maestri della musica, De Agostini, 1989: «il musicista è raffigurato di fronte, a mezzo busto, in abito solenne e con parrucca: nella mano sinistra tiene un violino, nella destra una penna d’oca, mentre davanti a lui sta un foglio di musica»; si nota la somiglianza con altri ritratti e la parrucca di colore rossiccio rimando ai capelli rossi del musicista)