Immaginatevi un editore nel chiuso della sua stanzetta (o stanzone, o studio dotato di tutti i confort) alle prese con bilanci, proposte, calendario delle nuove uscite…da una parte ha una pila di bozze di libri dedicati a Caravaggio, al pittore maledetto buono per tutte le stagioni e ai mille misteri (veri o presunti, perlopiù presunti) legati alla sua arte…lo scrisse una volta anche Tomaso Montanari, in un piccolo e divertente pamphlet: la madre di Caravaggio è sempre incinta. Insomma, per una casa editrice Michelangelo Merisi è quasi sempre una garanzia, una manna dal cielo. Poi quello stesso editore apre una mail, riceve un nuovo manoscritto, si incuriosisce davanti ad un nome certo noto, ma per il quale nessuno si strappa i capelli. Georges Seurat? Ma insomma…un libro su Georges Seurat che mercato può avere? Fosse almeno van Gogh, con la sua vita così tormentata…fosse Monet, che da solo smuove le folle…un libro su Seurat? Ma sì, facciamolo! Sembra mettere le mani avanti anche Francesco Poli, autore di questo Il pittore solitario. Seurat e la Parigi moderna (ElectaStorie): “Georges Seurat fa parte di quella categoria di grandi artisti freddi, che non stimolano particolari emozioni, più ammirati che amati dal pubblico, e quindi considerati poco biografabili”. Il libro è un quadro della Parigi fine ottocento che l’autore dipinge grazie allo stesso Seurat, redivivo per l’occasione, che lo accompagna nel VI arrondissement all’école nationale supérieure des beaux-arts, gli parla di Gauguin e di van Gogh, gli descrive la genesi del suo quadro più celebre, Un dimanche après-midi à l’Île de la Grande Jatte (“mi interessava creare una composizione più articolata e complessa, un’evoluzione di quella precedente, dove fosse possibile sviluppare il mio nuovo metodo pittorico. Per me l’arte è armonia. L’armonia è l’analogia della similarità: di tono, di colore e della linea, tenendo conto di una dominante, e sotto l’influenza della luce, in combinazioni gaie, calme o tristi”) e gli racconta, con malcelata passione e una sottile ironia, aspetti noti e meno noti della sua vita. Ma Seurat non era poco adatto ad una biografia? No, niente affatto…

Dettagli

Francesco Poli

Il pittore solitario. Seurat e la Parigi moderna

ElectaStorie 

pp. 168

Francesco Poli, Il pittore solitario. Seurat e la Parigi moderna Georges Seurat, Una domenica pomeriggio sull'isola della Grande-Jatte (1883-1885); olio su tela, 207,6×308 cm, The Art Institute, Chicago (fonte)