«Su quella collina capii di essere Lakota, non significava avere le trecce o fumare la ca’nupa,
diventare Lakota vuol dire restare costantemente connessi con la sacralità del vivere,
accogliere la responsabilità di vivere questa esistenza in maniera rispettosa
e in armonia con i doni dela creazione
e con ogni forma sacra di vita che fu creata prima di noi».

Alessandro Martire, fiorentino di nascita, è l’ultimo discendente vivente di Pietro Martire D’Anghiera, storico del Cinquecento e autore del trattato “De Orbe Novo” dove sono denunciati gli eccidi degli spagnoli ai danni dei popoli amerindi. Dopo un periodo trascorso alla Columbia University è entrato in contatto con la Nazione dei Lakota Sioux delle Riserve di Pine Ridge e Rosebud e ha preso parte alle cerimonie sacre, tra cui la danza del sole. Tornato a vivere in Italia nel 1990, oggi è il delegato in Italia, e presso l’Alto Commissariato dei Diritti dell’Uomo di Ginevra, della Nazione Lakota Sioux, Membro Onorario della Nazione Lakota Sicangu di Rosebud.

Con Giunti Editore ha pubblicato “Il pensiero dei nativi americani” dove ripercorre la sua vita intensa e ‘avventurosa’ a partire dal momento in cui, giovane studente della fine degli anni Settanta, arrivò dai Lakota, venne accolto dagli Anziani, passando ad una spiritualità nativa, divenendo egli stesso “danzatore del sole e custode di Sacra Pipa” e ricevendo l’incarico di portare oltre oceano la cultura di questi popoli.
Attraverso un percorso che, partendo dalla Riserva di Rosebud e da Buffalo Jump, passa per Bear Butte, le Badlands, Zuni Heaven e le Black Hills fino a Pipe Stone Quarry e a Mato Tipila (erroneamente definita “Torre del diavolo”), imparerà a vivere e a pensare come i nativi americani. Accompagnato da una guida d’eccezione, Nonna Leola One Feather, membro del Consiglio della società lakota femminile.
Fra tutte le creature dell’universo, solo l’uomo, smarrendo la connessione con la natura e di conseguenza con se stesso, si è condannato a vivere in una società indifferente e competitiva, insensibile all’armonia della creazione: è questo uno dei pensieri principali dei Lakota Sioux e Alessandro Martire scopre, e fa scoprire ai lettori, i segreti di una cultura che affonda le proprie radici nell’unione con la natura, nello spirito di fratellanza tra tutti gli esseri viventi e nell’importanza di prendersi il tempo giusto per ogni cosa.
Come i nativi americani, anche noi dobbiamo imparare a non preoccuparci dello scorrere naturale delle ore e a restituire alla terra tutto ciò che abbiamo ricevuto, ma che continuiamo a saccheggiare. Solo così saremo in grado di apprendere l’insegnamento più importante: ritrovare finalmente un equilibrio con tutte le forme della creazione. Perché, come insegna Leola, «il primo passo è imparare a donare», ma guargando un qualsiasi TG o aprendo un quotidiano, tutto questo sembra utopia. C’è davvero un gran bisogno di apprendere la filosofia dei nativi americani per provare a vivere meglio.

Dettagli

Alessandro Martire
Il pensiero dei nativi americani
La via lakota all’equilibrio
pagine 288
Giunti Editore
Isbn 9788809939561