Pochi anni prima dello scoppio della guerra di secessione, in una contea della Virginia, Henry Townsend giace sul letto di morte. Henry Townsend è un proprietario di schiavi. Trentatré esseri umani compongono il suo patrimonio, assieme alla terra, agli animali e agli attrezzi. Una condizione normale nel Sud degli Stati Uniti dell’epoca. Ma c’è una differenza. Anche Henry Townsend è un uomo di colore. Un uomo libero di colore. Da qui parte la narrazione di Il mondo conosciuto, volume con il quale Edward P. Jones ha fatto meritatamente incetta di premi letterari, a partire dal Pulitzer.
È la storia di un mondo che a noi appare lontanissimo, di cui abbiamo una conoscenza fatta spesso di stereotipi sedimentati e talvolta piegata dalle opinioni politiche. Il lavoro di Jones è un romanzo corale di cui è difficile descrivere lo sviluppo. Storie di personaggi diversi si intrecciano fra di loro. La trama stessa non segue uno sviluppo sempre lineare e progressivo, ma tiene insieme tempi diversi, presenti e passati. Edward P. Jones lascia e riprende i suoi personaggi con maestria, i loro pensieri e le loro azioni ci fanno entrare nell’universo schiavistico di Dixieland. Non c’è pedagogia politica nel romanzo. Non ce n’è bisogno. Dalle sue pagine emergono da sole la sofferenza e la violenza di quel mondo. L’assoluta perdita della dignità umana.
Gli schiavi hanno statuto legale di cose mobili o animali. Hanno un prezzo di mercato. Possono essere venduti, anche regalati, in ogni momento. Il proprietario può cedere una madre o un figlio separatamente, senza tenere in nessun conto i legami familiari e affettivi. Come si cede una mucca o un vitello. Vivono in capanne nella piantagione e non possono allontanarsi dai confini della proprietà senza un lasciapassare scritto del padrone. Uno schiavo non può mai toccare una donna bianca. Nemmeno per spazzolarle i capelli. Possono essere mutilati per punizione. Queste sono cose abbastanza risapute, è invece interessante scoprire la vita dei liberi cittadini di colore, a loro volta proprietari di schiavi negri, uno strato sociale intermedio quasi sconosciuto dalla storia (che notoriamente non ama le sfumature). Gli schiavi potevano infatti comprarsi la libertà in danaro. La libertà di Henry Townsend fu comprata da suo padre, un valente ebanista che guadagnava vendendo i frutti del suo lavoro, dopo che ebbe riscattato prima se stesso e poi la moglie. La descrizione di questo universo umano è resa ancora più credibile da un accurato lavoro di documentazione che traspare chiaramente dalle righe del romanzo (esemplare la descrizione delle polizze di assicurazione che i padroni potevano comprare per coprirsi dal rischio di incidenti agli schiavi).
La storia raccontata da Edward P. Jones viaggia sulle gambe di personaggi credibili, esseri umani in carne e ossa. Uomini e donne con le loro passioni e i loro desideri. Non ci sono buoni e cattivi a tutto tondo. Ci sono persone reali, con ampie zone di grigio. Anche gli schiavi quando trovano una loro nicchia di micro-potere la sfruttano con spietatezza. Anche il padrone della piantagione ha un certo suo senso dell’onore e della giustizia. Interessante anche notare come nel romanzo la grande politica e il conflitto sociale rimangano sullo sfondo, mentre la lotta fra il bene e il male, fra il giusto e l’ingiusto, avviene nell’animo delle persone. L’acuta e coinvolgente indagine etica di Edward P. Jones è centrata sui singoli individui, che si interrogano molto spesso su cosa debbano fare e quali comportamenti debbano tenere. Siano essi schiavi, padroni o sorveglianti.

E mentre la lettura procede sorgono spontanei gli interrogativi. Ad esempio, perché uno schiavo liberato si fa a sua volta schiavista? Questa ricerca morale è davvero un punto forte del romanzo di Edward P. Jones, che racconta comunque un mondo in cui non mancano i momenti di pace e di dolcezza, l’amore, le piccole tenerezze della vita familiare. E non manca l’avventura che fa da motore a tutta la storia.

Didascalie immagini

  1. Edward P. Jones, Il mondo conosciuto, copertina del libro
  2. Edward P. Jones (fonte)
  3. Samuel Jackson in Django unchained di Quentin Tarantino

IN COPERTINA
Samuel Jackson e Leonardo DI Caprio in Django unchained (2012) di Quentin Tarantino

SCHEDA

Il mondo conosciuto di Edward P. Jones
Traduttore: A. Silvestri
Editore: Bompiani
Collana: Tascabili
Anno edizione: 2007
Pagine: 505.